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05.10.2022 - 08:23

Pedofilia e processi

di Walter Chiappini, Ascona
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In molti casi passa molto tempo, prima che le vittime di questi abusi trovino la forza e il coraggio di denunciare l’autore: vuoi per vergogna, ma soprattutto quando l’autore è nella cerchia dei familiari o amici di famiglia. A tutt’oggi, non si sono ancora trovate soluzioni adatte per prevenire e reprimere con veemenza le nefandezze e perversioni, insite in certi esseri umani. L’unica condanna sarebbe quella di privarli di qualsiasi contatto e per sempre, rinchiudendoli a vita. Anche la castrazione chimica e/o le dispendiose cure psichiatriche non permettono di eliminare (nella stragrande maggioranza dei casi) completamente le loro pulsioni perverse. Non si redimeranno mai.

Molti di questi pedofili, prima di essere carnefici, sono stati a loro volta vittime di abusi. Ma questo non giustifica, che una volta processati e condannati, sia ancora concesso loro di nuocere ai minori. Sarebbe auspicabile che appena subita la condanna e fuori di prigione, fosse pubblicata una loro foto, con nome e cognome, in diversi punti della Città dove risiedono. Questo, servirebbe a rendere attenta la popolazione che quel pedofilo è di nuovo in circolazione e potrebbe ancora colpire, causando altre piccole e indifese vittime.

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