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28.06.2022 - 09:16
di Katia Cremona, Gravesano

Lettera aperta alla Diocesi

Questo mio scritto è una critica verso la Curia vescovile di Lugano, per come gestisce e giustifica… gli avvicendamenti dei sacerdoti nelle nostre parrocchie.

Innanzitutto sarebbe bello venissero interpellati anche i vari Consigli Parrocchiali, prima di presentar loro decisioni ormai prese e non arrivare con le solite motivazioni, a mio dire inaccettabili, sostenendo che ogni tot anni bisogna fare degli avvicendamenti. Sappiamo benissimo che ci sono parroci che sono attivi nella medesima parrocchia da decenni e più (sono "migliori" o sono solo "preferiti"?). So benissimo che un prete è tenuto ad accettare, anche a malincuore, la decisione del proprio Vescovo (non di rado mal consigliato); magari ogni tanto i preti andrebbero omaggiati per il lavoro che svolgono e non buttati solo di qua e di là come fossero pedine di una scacchiera!

Conosciamo benissimo i disagi e le situazioni infauste che abbiamo avuto negli ultimi decenni e la mancanza di vocazioni nella Curia, ma se continuerete così avremo sempre meno preti perché, nonostante il loro voto, possono comprensibilmente perdere l’incentivo ad andare avanti quando, dopo anni di lavoro e progetti, si ritrovano a dover ricominciare daccapo!

Purtroppo i preti vengono gestiti con sistemi medievali, ma la realtà in cui devono operare è cambiata radicalmente e la Chiesa ha sempre ritmi da bradipo, che a volte magari hanno salvato qualcosa, ma spesso fanno vittime!

So che questo mio scritto/sfogo non servirà a molto, ma permettetemi di ricordarvi che è anche il Parroco che forma e rafforza una comunità, una comunità Cristiana!​​​​​​​​​​​​​​

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