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27.10.2022 - 07:26

Pigioni e pigioni. Occorre distinguere

di Alberto Montorfani, segretario Svit Ticino
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Ti-Press

Sul CdT del 23.10 Adriano Venuti (presidente dell’associazione inquilini) lamenta il continuo (secondo lui) e inarrestabile aumento delle pigioni e l’immobilità dell’autorità cantonale, rea di non intervenire per spegnere questo incendio che fra poco, a causa della riduzione degli sfitti e del prossimo, sicuro aumento dei tassi d’interesse, trasformerà l’alloggio in uno dei temi più "gravosi per la maggioranza della popolazione!". La costruzione del ragionamento di Venuti sembra più il frutto di un programma elettorale che la conseguenza dell’attento esame della realtà. Proviamo a riportare le cose nel loro giusto contesto.

Le statistiche sull’evoluzione delle pigioni mostrano un aumento costante. Vero. Ma di quali pigioni si tratta? Si tratta delle pigioni monitorate dai siti e dai portali che propongono sul mercato appartamenti nuovi o comunque in rilocazione. Si tratta, a dire molto, dell’1,5-2,5% degli appartamenti totali esistenti. Quelli sul mercato, appunto. Che questi appartamenti mostrino pigioni in aumento rispetto agli appartamenti già affittati sembra piuttosto normale, visto che il prezzo offerto per un appartamento nuovo o sistemato per essere affittato rispecchia le aspettative del proprietario, che chiaramente non vuole uscire con pigioni troppo basse tenendo conto dei costi di costruzione (ora in aumento) e di sistemazione. Si tratta comunque, come detto, del 2% degli appartamenti totali. E il restante 98%, quelli dove abita "la maggior parte della popolazione"? Non sarà inutile ripetere che quelle pigioni sfuggono a qualsiasi statistica. Anzi no, una statistica c’è, riguarda appunto l’evoluzione delle pigioni di appartamenti locati e la tiene l’Ufficio federale di statistica, che la rileva monitorando negli anni le pigioni di appartamenti-campione. Ma questa statistica non è mai citata nelle perorazioni delle associazioni inquilini, proviamo a pensare al perché…

La maggioranza della popolazione sa bene che, una volta firmato un contratto di locazione, la pigione di un appartamento è sottratta al mercato e potrà variare unicamente in base ai motivi stabiliti dalla legge. Tassi ipotecari, indice dei prezzi al consumo, costi di manutenzione e migliorie. È tutto. Nessun libero movimento di mercato. Non è ammesso, e questo i proprietari lo sanno bene. E anche gli inquilini. Questi parametri, che negli ultimi anni si sono mossi al ribasso, hanno trascinato al ribasso anche le pigioni esistenti. Adesso ci si muove sul verso opposto, anche se in modo molto lento e prudente. Si recupererà così un po’ di terreno perso, ma non si arriverà mai al livello di pigione iniziale. È la legge che non lo permette.
Anche perché, aumentare le pigioni in questo momento, con uno sfitto mai visto negli ultimi 50 anni, significa invitare gli inquilini a scegliersi delle alternative, che esistono e continueranno a esistere ancora per parecchio tempo.

Ecco perché fa bene l’autorità cantonale a continuare a monitorare il mercato, guardandosi bene dall’intervenire. Per ora non ce n’è alcuna necessità. Sono le cifre della realtà che lo dicono.

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