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11.08.2022 - 07:17

Palestina, informazioni e diritti umani

di Tania Taddei, Lugano
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In questi giorni si leggono molti articoli sulla questione tra Palestina e Israele, la maggior parte dei giornali accusa la Palestina e difende Israele. Ma è doveroso fare chiarezza e parlare delle oppressioni che il popolo palestinese vive quotidianamente. Le forze di occupazione israeliane ogni giorno umiliano, minacciano e uccidono civili palestinesi. Solo oggi (9 agosto 2022), i militari israeliani hanno ucciso, durante un raid, tre giovani palestinesi a Nablus e un altro a Hebron. Quanto avvenuto nei giorni scorsi a Gaza non è difesa da parte di Israele, ma è un attacco mirato, dove i morti sono stati numerosi, 44, di cui 15 bambini e 4 donne.

In Palestina i diritti umani sono violati, non vengono mai rispettati. Luce, acqua e altri servizi sono limitati, così come le cure sanitarie. La libertà di ogni individuo viene calpestata dall’occupazione e vige il sopruso e la disuguaglianza. Difendere i diritti umani dei Palestinesi non significa essere antisemita, significa semplicemente stare dalla parte dei diritti umani, di tutti gli esseri umani. Parlare di diritto all’autodifesa da parte di Israele è scorretto, difendersi da chi? Non vi è proporzione! Quello che stupisce sono i titoli e gli articoli apparsi, negli scorsi giorni, sulla maggior parte dei quotidiani nazionali e internazionali, dove si giustifica la difesa di Israele. Ancora più soprendenti (direi pure vergognosi) sono stati gli articoli in cui si parlava della paura dei tifosi dell’Fc Lugano ad andare a Tel Aviv ad assistere alla partita di calcio tra Lugano e Hapoel Be’er Sheva. Ho viaggiato in Palestina più volte e non mi sono mai sentita in pericolo, ho conosciuto persone che per lavoro vivono lì, ma come ben dicono loro "per noi internazionali è un posto sicuro". C’è da temere per la propria sicurezza in qualsiasi Paese del mondo (può essere più pericoloso andare al supermercato negli Usa). Invece di divulgare timori e terrore, i giornalisti dovrebbero divulgare la conoscenza storica e reale di questo territorio meraviglioso. Un viaggio nella Palestina occupata è un’esperienza umana che arricchisce chiunque, dove si capisce l’importanza della dignità umana. Le città murate e avvolte da filo spinato, le macerie, i check-point, i fucili, le manette, le umiliazioni, le demolizioni di case, i coloni con le armi in tasca, il terrore, il dolore, il sopruso e le disuguaglianze sono visioni quotidiane.

I palestinesi hanno una forza e una resilienza che noi neanche ci immaginiamo. Amano la loro meravigliosa terra e la difenderanno per sempre! In conclusione ribadisco che la Palestina occupata è una pagina ignobile e fangosa della storia dell’umanità.

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