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Brenno Martignoni Polti
21.12.2021 - 19:55

Ai consiglieri comunali rimasti in sala dico che...

Bellinzona, la burrascosa seduta di Consiglio comunale poteva essere evitata ascoltando meglio alcune voci

di Brenno Martignoni Polti, consigliere comunale e presidente Udc Bellinzona

È mia intenzione chiedere il rifacimento dell’ultima seduta di Consiglio comunale. Le affermazioni del vicesindaco “Mi vergogno” sono sintomatica espressione dell’attenzione riservata a un tema, quello della salute pubblica, da parte dell’autorità. In spregio, purtroppo, alla gravissima situazione sanitaria che si fa giornalmente più difficile.

Basta qui solo ricordare che il mio appello-postulato urgente, presentato il 20 dicembre 2021 alle ore 13.49 con i dovuti crismi, non ha trovato nessuna risposta istituzionale. Lasciando nell’irrisolto una questione pregiudiziale che meritava assoluto rispetto. E quindi almeno un cenno di riscontro.

Così non è stato. Anzi, in ingresso di riunione mi sono ancora visto costretto a chiedere una discussione di entrata in materia. Poi la maggioranza ha optato per fare finta di niente e tirare dritto, mettendo davanti a tutto l’approvazione del preventivo, facendosene un baffo delle verifiche sanitarie. A fronte di queste granitiche chiusure, la metà delle consigliere e dei consiglieri comunali ha deciso di lasciare la sala, per ragioni di mancato rispetto delle disposizioni pandemiche. Solo e soltanto per questo.

Dunque, non una libera scelta, ma un’imposizione del blocco Plr e Ps, che ha deliberatamente deciso di anteporre calcolazioni politiche a fronte del bene più prezioso, che ci tocca da vicino: la salute. Siffatto modo di agire non può essere sottaciuto. Neppure deve passare in secondo piano, inosservato. È questo che mina le basi per un lavoro costruttivo e di reciproche considerazioni.

Se una voce del Legislativo evidenzia difficoltà oggettive nel proseguire e perseguire il proprio mandato, causa inosservanze palesi, non le chiudo semplicemente la porta. Mi curo di ascoltarla e di trovare una soluzione che la possa far accomodare al tavolo della democrazia, in modo che sia non solo partecipe, ma pure a suo più completo agio. È così che si fa. Non escluderla, addirittura, guardandola con sufficienza, perché si preoccupa e ha a cuore un tema che ci comprende tutti. Indistintamente.

Questo doveva fare lunedì il Municipio. Di questo avrebbe dovuto preoccuparsi, anzitutto, il primo cittadino sostituto. Né più né meno.

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