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Dopo 45 minuti di tira e molla, molte le sedie rimaste vuote (Regione)
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20.12.2021 - 20:31
Aggiornamento: 21.12.2021 - 00:39

Cc di Bellinzona: Ppd, Lega/Udc e Verdi/Mps lasciano la sala

Pandemia, Martignoni Polti solleva una questione di opportunità. Il Cc si svuota per metà ma il quorum è salvo. Votato il Preventivo 2022

“Volendo mettere al primo posto la salute e, al tempo stesso, essere da esempio verso la collettività che rappresentiamo, chiedo se è veramente il caso di confermare le sedute di lunedì 20 e di martedì 21 dicembre del Consiglio comunale di Bellinzona”. Firmato Brenno Martignoni Polti, consigliere comunale Udc che nel primo pomeriggio ha rivolto questa richiesta, tramite postulato urgente, al plenum del Legislativo e al suo Ufficio presidenziale. L’ex sindaco motivava la richiesta col “pericoloso acuirsi della situazione sanitaria e con l’entrata in vigore, proprio oggi lunedì 20 dicembre, delle nuove disposizioni federali”. Di principio le riunioni di Cc “non sono formalmente contrarie al lecito”, ma secondo il postulante si pone una questione di opportunità sul fatto che si debba o no “radunare oltre settanta persone, in un luogo chiuso, per diverse ore, a distanze ravvicinate, al di là dei limiti di tempo ragionevoli raccomandati da Confederazione e Cantone”. Il vicepresidente del Cc Alberto Casari (Sinistra) ha verificato la fattispecie con la Sezione enti locali, da cui già in mattinata era giunta l’indicazione che la seduta nella sala di Palazzo civico si può regolarmente tenere rispettando le norme igieniche e sanitarie. E ha perciò deciso di dare avvio ai lavori, dopo aver comunicato ai presenti la positività al Covid del sindaco Mario Branda, attualmente isolato. Alcuni consiglieri comunali, interpellati dalla ‘Regione’, dubitano però che la situazione sia opportuna: infatti contrariamente a quanto avviene in Gran Consiglio, le postazioni non sono separate da plexiglas e talune non sono distanziate. E poi l’accesso è autorizzato anche ai non vaccinati, ciò che rappresenta un rischio aggiuntivo in un momento in cui i nuovi malati aumentano e la variante Omicron è molto contagiosa. A inizio seduta Brenno Martignoni Polti ha lamentato il fatto di non aver ricevuto nel pomeriggio/sera alcuna comunicazione dall’Ufficio presidenziale e ha perciò chiesto di mettere al voto l’annullamento della seduta, raccogliendo però solo 18 sì a fronte di 31 no e un astenuto. Casari ha quindi invitato i 53 consiglieri presenti a gestire la seduta terminando i lavori oggi stesso anziché nelle previste due serate di lunedì e martedì.

Fuori in tanti

Dal canto suo Martignoni Polti ha minacciato di voler lasciare la sala vista la situazione «ad alto rischio e considerando che non vi è chiarezza su chi si assumerebbe la responsabilità di gestire una quarantena generale ed eventuali casi di positività». Il capogruppo Ppd, Paolo Locatelli, si è allineato alle critiche di natura sanitaria sollevate da Martignoni Polti e ha annunciato che il gruppo popolare democratico sarebbe pronto a lasciare l’aula per motivi sanitari. Ma Casari ha ricordato che il plenum aveva già deciso venti minuti prima di proseguire. È stato quindi messa ai voti la proposta del capogruppo Plr Damiano Stroppini di concludere la seduta dopo i temi principali, posticipando all’anno prossimo mozioni e interpellanze; proposta accolta con 24 sì e 7 no. Ma a quel punto il capogruppo Lega/Udc Luca Madonna si è allineato al Ppd ed entrambi i gruppi (tutti i nove consiglieri Ppd presenti e quasi tutto il gruppo Lega/Udc) hanno abbandonato la sala. Idem, dopo due minuti, i sei membri del gruppo Verdi/Mps/Fa. Ma il quorum è salvo, essendo rimasti presenti 34 consiglieri su 60, ossia la metà più quattro.

E alle 21.50...

Alle 21.50 Alessandro Minotti (Lega) a sorpresa ha annunciato che due dei tre leghisti rimasti in sala l’avrebbero lasciata, ma solo dopo aver ottenuto la certezza (dal Regolamento comunale, non dalla Legge organica comunale) che con soli 30 consiglieri presenti (era convinto che ne fossero rimasti 32 e non 34) la seduta fosse stata interrotta per mancanza del quorum. Atteggiamento che ha suscitato la dura reazione della Sinistra, dopo tre quarti d’ora di dibattito sul Preventivo 22. «Siete dei poverelli!», ha urlato il socialista Claudio Buletti. Un conciliabolo si è quindi improvvisato fuori dalla porta d’entrata fra il vicesindaco Simone Gianini e i due leghisti Minotti e Sacha Gobbi. Quest’ultimo è peraltro membro dello staff del Dipartimento delle istituzioni che in mattinata aveva dato luce verde alle varie sedute di Cc previste oggi in mezzo Ticino. Ma alla fine hanno riconfermata la loro partenza. «Un atteggiamento scandaloso!», ha tuonato il liberale-radicale Alberto Marietta. Ma poi, capito che il quorum era comunque assicurato, sono rientrati entrambi per assistere ai lavori. Gobbi si è scusato per quanto successo e ha spiegato di essere rimasto sorpreso dall’atteggiamento di alcun colleghi: «Laveremo i panni sporchi in casa».

Il vicesindaco: ‘Mi vergogno...’

Al vicesindaco Simone Gianini il compito di commentare, agganciandosi al dibattito sul Preventivo 22, la delicata situazione a nome del Municipio: «Mi vergogno per il brutto esempio dato dal Legislativo alla cittadinanza. Si può capire che la politica sia fatta di giochi, di minoranze e maggioranze. Ma quanto accaduto oggi è intollerabile. Lancio un monito: se non riusciamo a ricompattare la politica cittadina a ritrovare un minimo comune denominatore, quando ci troveremo a dover decidere su progetti strategici non riusciremo a portarli a termine. Bellinzona non avrebbe che da perderci». Entrando nel merito del P22, ha poi osservato come l’esercizio svolto quest’anno abbia permesso di contenere l’aumento della spesa avuto negli ultimi 5 anni: «Bisogna andare avanti con le strategie ottimizzando senza ridurre i servizi. Stiamo valutando l’opportunità di verificare ogni centro di costo per, appunto, ottimizzare. Ma bisogna anche essere oggettivi: la spesa vincolata è aumentata di 13 milioni negli ultimi cinque anni. C’è quindi solo un esiguo spazio di manovra». Quanto ai rifiuti, ha aggiunto, «a malincuore abbiamo dovuto raddoppiare per ora la tassa base per le economie domestiche. Per i commerci elaboreremo un nuovo modello nei prossimi mesi in base a chi più inquina più paga, così da ridurre leggermente il prelievo per le economie domestiche, arrivando pronti per l’autunno 22 con una base legale aggiornata, ossia un nuovo regolamento da sottoporre al Consiglio comunale. Il tutto considerando la limitatissima forchetta sulla tassa sul sacco fissata dal Consiglio di Stato, ciò che limita parecchio il principio di causalità». Alla fine il plenum con 31 sì e un contrario ha avallato il preventivo.

Il dibattito

Pur bersagliato da quasi tutti i gruppi politici, pur criticato dalla maggioranza della Commissione della Gestione e silurato dalla minoranza che ne ha chiesto la bocciatura, il P22 ha dunque superato lo scoglio del Legislativo. Il disavanzo di 3,45 milioni con moltiplicatore invariato al 93% oltre al raddoppio della tassa base rifiuti per le sole economie domestiche (sul quale il Municipio non ha fatto dietrofront, come chiesto da più parti) porta con sé altre modifiche, scaturite dalla parziale revisione della spesa, che non soddisfano pienamente il plenum. La relatrice della Gestione Silvia Gada (Plr) a nome della maggioranza della commissione ha ripercorso le critiche emerse durante i lavori e ha ribadito la necessità di avere un bilancio positivo che assicuri un futuro costruttivo al Comune e mantenga il giusto livello di investimenti strategici. Quanto al balzello rifiuti, «la Gestione non è contraria all’aumento della tassa base, ma ribadisce che prima di arrivarci il Municipio avrebbe dovuto fare altri passi. Questa tappa non la rileviamo né ci è stata illustrata. Sicuramente è da fare ma chiediamo di procedere in tal senso però in un disegno complessivo dello specifico regolamento votato nel 2018». Il capogruppo Plr Damiano Stroppini ha ribadito l’esistenza di forti criticità e ha insistito sull’assoluta necessità di poter assicurare le risorse per gli investimenti strategici, in cerca di un equilibrio finanziario che è un obbligo intervenendo con correttivi strutturali. Si è tardato a varare la revisione della spesa e non possiamo più proseguire così. Bisogna migliorare l’efficienza amministrativa: ossia buona qualità immettendo meno risorse, mentre vediamo che il costo del personale è in costante aumento».


La capogruppo della Sinistra unita, Lisa Boscolo, ha ravvisato «scarsa visione e poca serietà nei due rapporti di minoranza Verdi/Mps/Fa e Lega/Udc». Pur indicando una Città orientata ad affrontare le sfide future, ha confermato a sua volta l’insoddisfazione per come sta evolvendo l’idea di una casa delle socialità e delle culture e per l’assenza di una chiara politica giovanile. Quanto al balzello rifiuti, l’agire del Municipio «non è affatto sostenuto dal nostro gruppo. Chiediamo un chiaro dietrofront e che avvii una consultazione con la Commissione rifiuti affinché si riveda adeguatamente il Regolamento rifiuti. A pagare di più devono essere soprattutto i grandi produttori di rifiuti. Ci aspettiamo una reazione dell’Esecutivo». Sulla stessa lunghezza d’onda Massimiliano Ay (Pc) che dopo aver assicurato il proprio appoggio al Preventivo 22 (una rarità dopo averlo sempre bocciato nel corso degli anni) ha esortato l’Esecutivo a introdurre il principio di causalità nella tassa base. Laura Mossi Nembrini (Più donne) ha infine sollecitato un piano finanziario non di legislatura ma decennale o ventennale.

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