I dibattiti

Moesano e coronavirus, dietrofront discutibile

Male chi ha chiesto, cambiando poi idea, la 'finestra di crisi'. Bene chi ha messo la salute dei propri lavoratori al primo posto

Lavori fermi a Grono (Ti-Press)
10 aprile 2020
|

 * Infermiere anestesista di Mesocco e docente

Come cittadino del Moesano e professionalmente attivo in ambito sanitario, in questo momento non posso dire di sentirmi al sicuro dalla pandemia. Chi lavora in questo campo viene spesso definito 'eroe'. Non sono del tutto d’accordo con questa settorializzazione; sicuramente la nostra quotidianità è stata stravolta, i rischi sono aumentati esponenzialmente, i turni di lavoro e il carico emotivo sono al limite del sopportabile. Per noi però quello che conta sono i pazienti. Accudirli, dare loro aiuto laddove possibile sostenendo la cerchia famigliare. Ognuno di noi dà il massimo, perché crede in ciò che fa.

In questo momento preferisco definire indistintamente eroe chiunque faccia un sacrificio per contenere questa situazione. I lavoratori che devono far quadrare i conti, le famiglie che hanno modificato le proprie abitudini, i nostri nonni e i nostri genitori che non possono abbracciarci e sostenerci come desiderano. Se ne usciremo bene è perché tutti i cittadini hanno unito le forze. Siamo dunque diventati tutti un po’ eroi.

La situazione attuale è lontana dall’essere risolta malgrado qualche segnale incoraggiante. Si stanno facendo molti sforzi in Ticino per far fronte al problema ma giudico errato allentare le misure. Il Canton Ticino, a differenza della Regione Moesa ha finora comunque ben saputo ponderare le proprie scelte e mettere al primo posto la salute degli abitanti e dei lavoratori. Lavoratori considerati diversamente rispetto a come lo sono in Mesolcina e Calanca. Il Moesano infatti ha dapprima chiesto pari trattamento con il Ticino a Coira chiedendo la “finestra di crisi” che avrebbe consentito il blocco totale di tutte le attività non primarie. Poi però, ha letteralmente invertito la rotta grazie, si fa per dire, a personaggi che volevano ergersi a paladini della salute pubblica. Ancora una volta abbiamo avuto la riprova di chi veramente tiene alla propria valle, ai propri concittadini, e soprattutto alle famiglie. È comunque doveroso ringraziare i Comuni di Castaneda, Roveredo e San Vittore e tutte quelle persone che si sono fatti portavoce del sentimento popolare. Sono altresì fiero di tanti piccoli imprenditori che hanno messo gli interessi dei propri lavoratori al primo posto, chiudendo le proprie attività senza imposizioni dall’alto. Loro vanno premiati; non le aziende che pensano esclusivamente all’incasso.

La finestra avrebbe permesso di garantire una sicurezza per tutte le attività commerciali e non, ponendoci in una condizione privilegiata. Invece nulla. Son certo che la maggior parte dei cittadini del Moesano sia d’accordo con me e un sondaggio rileva che più dell’ottanta percento è di questa idea. Ora bisogna fare buon viso a cattiva sorte ma ricordatevi bene in futuro i volti di costoro quando sarete chiamati a eleggere o rieleggere chi vi rappresenta.