Verso le elezioni comunali del 5 aprile

Candidato Udc/Lega/Ind. al Municipio di Bellinzona
Leggere le situazioni. È una qualità. Una grande capacità. Non solo in politica. Ci sono momenti in cui beni supremi come la salvaguardia della vita impongono di agire. Subito. Specialmente, laddove la responsabilità individuale e le regole di comportamento sociale, da sole, non bastano. È la realtà che deve farci aprire gli occhi. Determinarci a prendere immediati provvedimenti. Scelte di campo che non hanno colore. Per correre ai ripari. Per tutelare la salute di comunità. Facendo fronte a una forza maggiore. A un accadimento straordinario, che non ammette mezze misure.
Coronavirus equivale adesso a un unico messaggio importante. Stare a casa. Lo scorso sabato, anche se poco convinto, ero presente al mercato. Nel nostro mondo domestico della Turrita. Nell’area riservata alle promozioni elettorali per le comunali del prossimo aprile. Non ero per nulla a mio agio. Con me la maggior parte dei coraggiosi avventori in questo clima di coprifuoco. Strette di mano bandite. Furtive. Accennate. Con il senso di colpa. Insomma. Contatti sotto vuoto.
Non era proprio come se nulla fosse. La sottilissima tensione era a fior di pelle. Ho percepito la necessità di chiudere quell’occasione di ritrovo. Un provvedimento che mi aspettavo dall’Autorità preposta. Dal governo della Città. Ad oggi, nessuna disposizione in tal senso. Anzi, il responsabile dell’evento, di concerto con il Municipio, in una recente nota rassicura “che il mercato di Bellinzona è a minor rischio di contagio rispetto ai supermercati”. Ossia, contagio sì, ma di minore portata. Ciò, a fronte di esperti che da settimane dichiarano l’allarme rosso. Eppure, fondandosi su ciò, l’Esecutivo comunale si ritiene allineato con le direttive nazionali e cantonali. Non un cenno. Non un gesto di informazione e di dovuta presa a carico. Per offrire preminenza e rispetto a circostanze eccezionali. Un’assunzione responsabile di una misura anche impopolare, ma assolutamente imprescindibile.
Neppure la clamorosa chiusura degli ospedali e delle case anziani smuovono i nostri reggenti civici. Da qui gli inviti formali di partito in tal senso. Confidando che, questa volta, non restino semplicemente appelli al vento. A chi è sul ponte di comando questo imprescindibile onere. In palio, nessuna medaglia al valore. Semplicemente rispetto. Maturità. Lucida lettura delle circostanze. Atto dovuto, mettendo il collettivo davanti a tutto. Ristabilendo un ordine ragionevole nelle priorità. Incomprensibile sacrificare un’azione a favore della gente sull’altare di un pugno di santini.