Il presidente russo incarica Serghei Surovikin di intimidire i civili e distruggere le città, replicando tattiche già usate ad Aleppo dopo le battute d'arresto al fronte.
Il presidente russo ha incaricato il generale Serghei Surovikin, soprannominato 'Armageddon', di portare a termine la sua nuova strategia di colpire le città ucraine, in particolare Kiev, questo inverno, provocando molte morti tra i civili. Lo scrive il Telegraph.
Il leader del Cremlino sta ricorrendo ancora una volta alle tattiche che usa quando il suo esercito subisce battute d'arresto al fronte: intimidire i civili e distruggere le città, scrive il quotidiano britannico, secondo cui Surovikin è stato nominato proprio per questo scopo, visto che fu lui a radere al suolo Aleppo, in Siria, causando la morte di migliaia di civili.
Putin ha bisogno di un cambiamento radicale visto lo stallo al fronte e sembra sempre più chiaro che, siccome la Russia non riesce a sconfiggere l'esercito ucraino, cercherà di spezzare gli ucraini quest'inverno, prosegue il giornale.
Intanto, "le elezioni avvenute alla Duma in Russia non sono state né libere né democratiche e sono state una farsa, si sono svolte in un clima di paura e sullo sfondo della continua guerra illegale di Mosca contro l'Ucraina". È quanto si legge nel testo della risoluzione sulla chiamata alle urne tenutasi in Russia tra il 18 e il 20 settembre di quest'anno, documento che all'Eurocamera a Strasburgo ha incassato 482 voti a favore, 41 contrari e 39 astenuti.
Gli eurodeputati denunciano la "distruzione sistematica e intenzionale di qualunque residuo di democrazia", sottolineando allo stesso tempo "le violazioni elettorali commesse dal regime del presidente Vladimir Putin durante il voto". Riconoscendo che "non sono stati presentati candidati alternativi autentici, né osservatori credibili", l'Aula "rifiuta di riconoscere la legittimità della Duma", che ha permesso lo svolgimento delle elezioni "anche in parti occupate dell'Ucraina".
L'Eurocamera infine esorta gli Stati membri dell'Ue a "introdurre ulteriori misure restrittive contro individui ed entità coinvolti nella persecuzione politica in Russia e nella guerra contro l'Ucraina", evidenziando come le relazioni tra Bruxelles e Mosca "non possano essere normalizzate senza una pace giusta e duratura" per Kiev.