La Corte di Giustizia annulla l'ordinanza del Tribunale Ue, aprendo ai ricorsi contro le decisioni della Commissione sugli aeromobili soggetti a sanzioni.
L'inserimento, da parte della Commissione, di aeromobili in un elenco di divieto di volo costituisce un atto che può essere impugnato dinanzi al giudice dell'Unione. Lo ha deciso la Corte di giustizia dell'Unione europea in una sentenza.
Secondo i giudici a Lussemburgo, un atto della Commissione può, a seconda dei casi, alla luce della sua sostanza e dell'intenzione del suo autore, essere oggetto di un ricorso di annullamento, anche se tale istituzione non dovesse disporre dei poteri necessari per la sua adozione. Nell'ambito delle misure restrittive adottate a seguito dell'aggressione militare della Russia nei confronti dell'Ucraina, l'Unione europea ha vietato, in particolare, a taluni aeromobili collegati a persone o enti russi di atterrare, decollare o sorvolare il suo territorio.
La Global 8 Airlines, una compagnia aerea kirghisa, ha acquistato due aeromobili da una società russa. Dopo il rigetto da parte di Eurocontrol di un piano di volo relativo a uno di essi, la compagnia ha appreso che i due aerei comparivano in un elenco di aeromobili soggetti ad un divieto di volo, trasmesso a Eurocontrol dalla Commissione europea. La Global 8 Airlines ha chiesto al Tribunale dell'Ue di annullare la decisione relativa all'inserimento dei suoi aeromobili in tale elenco. Nell'aprile 2024 il Tribunale ha respinto, con ordinanza, il suo ricorso in quanto irricevibile, giudicando che tale decisione non costituiva un atto impugnabile con un ricorso di annullamento.
Investita di un'impugnazione, la Corte annulla l'ordinanza del Tribunale. Essa ricorda che qualsiasi atto di un'istituzione dell'Unione diretto a produrre effetti giuridici vincolanti può essere oggetto di un ricorso di annullamento, indipendentemente dalla sua forma.