L'ultimatum britannico segue la decisione israeliana di chiudere il consolato a Gerusalemme Est e revocare le credenziali diplomatiche, una mossa che ha suscitato sorpresa e irritazione a Londra.
L'ambasciatore britannico Simon Walters ha trasmesso alle autorità israeliane un messaggio secondo cui, se Israele non revocherà la decisione del ministro degli esteri Gideon Sa'ar di chiudere il Consolato britannico a Gerusalemme Est, dove operano 27 diplomatici britannici, la risposta sarà l'espulsione di 27 diplomatici israeliani dall'ambasciata di Londra. A riferirlo sono i media.
È quanto emerge da un messaggio trasmesso dal Regno Unito a esponenti israeliani, sullo sfondo del deterioramento dei rapporti tra i due paesi. I dettagli del messaggio sono stati pubblicati dal sito di informazioni israeliano Ynet.
La decisione di chiudere il consolato britannico a Gerusalemme e revocare le credenziali diplomatiche del suo personale dovrebbe entrare in vigore giovedì prossimo. Ynet riporta fonti a conoscenza della questione secondo cui i britannici sono rimasti sconcertati dalla decisione israeliana e sorpresi dalla sua portata.
Ciò che li avrebbe irritati particolarmente è stato il breve preavviso concesso da Israele ai diplomatici britannici che lavorano nel consolato di Gerusalemme Est: 30 giorni per lasciare Israele. A titolo di confronto, la Russia aveva concesso alla Gran Bretagna quattro mesi per chiudere il consolato di San Pietroburgo, in risposta a una vicenda di spionaggio tra i due paesi.
I britannici non avevano annunciato pubblicamente quale sarebbe stata la loro risposta alle misure israeliane, perché speravano di convincere Gerusalemme a fare marcia indietro attraverso contatti riservati e negoziati dietro le quinte. Ora, tuttavia, è emerso che il Regno Unito ha già trasmesso un messaggio alle autorità israeliane attraverso l'ambasciatore Simon Walters.
Tra le altre misure annunciate da Sa'ar l'8 settembre figurano l'allontanamento dei rappresentanti britannici dal Centro internazionale di supporto per Gaza con sede a Kiryat Gat, la cessazione delle attività britanniche per l'addestramento delle forze dell'Autorità palestinese in Cisgiordania e il divieto di ingresso in Israele per dodici rappresentanti eletti e altri cittadini britannici coinvolti, secondo Israele, in attività antisemite e anti israeliane o che negano l'esistenza stessa dello Stato di Israele.
Il Centro internazionale di supporto per Gaza è un organismo istituito nell'ottobre del 2025 nell'ambito di un accordo di pace che mira a coordinare gli sforzi di stabilizzazione e soccorso a Gaza in seguito alla guerra nella Striscia.