La decisione di Managua, che accentua l'isolamento del Paese, segue le risoluzioni di Osa e Onu su libertà pubbliche e diritti umani.
Il Nicaragua ha dichiarato di volersi ritirare "con effetto immediato" dal Parlamento centroamericano (Parlacen), istituito nel 1987 con l'obiettivo di integrare i Paesi dell'America centrale. Attraverso un comunicato ufficiale, il ministero degli Esteri ha reso noto di aver deciso di denunciare il trattato che creava l'assemblea parlamentare (composta da sei nazioni), agendo "nel pieno esercizio della propria sovranità".
L'iniziativa di Managua - che accentua ulteriormente il proprio isolamento sulla scena internazionale - è stata annunciata all'indomani dell'approvazione, da parte dell'Organizzazione degli Stati americani (Osa), di una risoluzione che chiedeva al Nicaragua di ripristinare le libertà pubbliche, rilasciare i prigionieri politici e creare le condizioni per lo svolgimento di elezioni libere, eque e inclusive.
Il regime nicaraguense - guidato da Daniel Ortega e da sua moglie, Rosario Murillo - ha inoltre annunciato il ritiro dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, a seguito di un rapporto dell'Onu che sollecitava la comunità internazionale ad affrontare la questione delle violazioni dei diritti umani nel Paese.