La condanna a 25 anni per l'ex leader dell'UCK e altri capi provoca un coro di critiche dai vertici politici di Pristina e Tirana, che chiedono un ricorso.
Un coro di critiche contro la sentenza di 25 anni a Hashim Thaci e le pene agli altri capi dell'UCK si è levato dal mondo politico del Kosovo e anche dall'Albania, dove il premier Edi Rama ha parlato di "vergogna".
Il premier del Kosovo, Albin Kurti, ha affermato che la condanna e la pena così severa inflitta ai quattro ex leader dell'UCK (fra cui Hashim Thaci), rappresentano una "ingiustizia inaccettabile, una punizione grave e dannosa".
"La sentenza potrà anche essere stata pronunciata formalmente in nome del popolo del Kosovo (il tribunale delle Camere specializzate è stato creato dal parlamento di Pristina secondo la legge kosovara, ndr), ma questa formula vuota non deve essere confusa con la volontà del popolo. Questa sentenza deve essere assolutamente modificata e corretta in appello il prima possibile" ha scritto Kurti.
La presidente ad interim del Kosovo, Albulena Haxhiu, ha definito il verdetto un "duro colpo", sottolineando che il procedimento non è concluso e che restano aperte le possibilità di ricorso.
Il Partito Democratico del Kosovo (PDK), erede politico dell'UCK, ha definito la sentenza "ingiusta e inaccettabile", annunciando che la contesterà "con tutti i mezzi democratici". "La storia del Kosovo è stata scritta qui, con sacrifici, sangue e la lotta per la libertà e non può essere riscritta oggi", ha affermato il PDK nella sua reazione.
La Lega Democratica del Kosovo (LDK) ha espresso "profonda preoccupazione", invitando alla calma, alla prudenza e alla responsabilità e chiedendo il ricorso a tutti gli strumenti legali disponibili.
Il presidente dei veterani dell'UCK, Hysni Gucati, ha invece usato toni durissimi, definendo il tribunale "terribile e criminale".