Estero

Libano, detenuti siriani in sciopero della fame a Rumieh per l'amnistia bloccata

La protesta a tempo indeterminato, che include il rifiuto dei farmaci, è scattata dopo il blocco della legge di amnistia da parte del Consiglio Costituzionale e la morte di un recluso.

14 settembre 2026
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Decine di detenuti siriani del carcere di Rumieh, il più grande del Libano e che si trova nei pressi della capitale Beirut, hanno annunciato uno sciopero della fame e della sete a tempo indeterminato, esteso al rifiuto dei farmaci anche per i malati cronici. Lo riferisce un comunicato dei detenuti citato dai media siriani e libanesi, secondo cui la protesta coinvolge tutti i reclusi e nasce contro la sospensione della legge di amnistia generale, approvata in agosto dal parlamento libanese e bloccata il 10 settembre dal Consiglio costituzionale in attesa di pronunciarsi su un ricorso. La protesta arriva dopo giorni di tensione nel carcere, tra sit-in, preghiere collettive nel cortile e roghi documentati da video circolati sui social, ed è aggravata dalla morte, sempre il 10 settembre, del detenuto siriano Ahmad Hamad dopo 44 mesi di prigionia in attesa di rinvio a giudizio. I detenuti hanno lanciato un appello a manifestazioni di solidarietà in diverse città libanesi e siriane, accusando le forze politiche che ostacolano l'amnistia di essere responsabili della loro sorte.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni