Un portavoce del ministro Prévot conferma la linea, sottolineando i rischi. Alcuni Paesi Ue chiedono di riaprire il dibattito sui 200 miliardi di euro.
"Il Belgio ha sempre sostenuto che gli asset russi debbano rimanere congelati finché la Russia non cesserà la sua guerra di aggressione contro l'Ucraina e non risarcirà quest'ultima per i danni causati. La questione del loro utilizzo è del tutto diversa. Su questo punto, la posizione belga è ben nota e coerente. Non è cambiata dall'anno scorso".
Lo afferma un portavoce del ministro degli Esteri belga Maxime Prévot interpellato dall'agenzia di stampa italiana Ansa, precisando che "i rischi associati al loro utilizzo non sono magicamente scomparsi" e che "Prévot ribadirà questa posizione ai suoi omologhi europei nella riunione Gymnich dell'1 e 2 settembre".
Nelle casse di Euroclear, la società depositaria di titoli con sede in Belgio, sono custoditi oltre 200 miliardi di euro (circa 188 miliardi di franchi) di asset della Banca centrale russa. Nei giorni scorsi i ministri degli Esteri di Svezia, Polonia, Olanda e Spagna avevano chiesto in una lettera di riprendere la discussione sull'uso dei beni per destinarli all'Ucraina nel Consiglio informale Esteri e Difesa (in formato Gymnich) che si terrà l'1 e 2 settembre a Wicklow, in Irlanda.
Lo scorso 18 agosto a Kiev, il ministro Prévot aveva indicato la possibilità che il suo governo sostenesse l'utilizzo di tali asset a condizione che l'Europa dimostri solidarietà nella condivisione dei rischi. "I rischi che avevamo individuato all'epoca non sono magicamente scomparsi. Ma non abbiamo obiezioni fondamentali all'utilizzo di questi fondi per sostenere la causa ucraina", aveva dichiarato in quell'occasione. Ieri il ministro della Difesa belga, Theo Francken, ha chiuso a ogni riapertura del dibattito: "Questo punto non è negoziabile, la porta è chiusa", ha dichiarato al canale televisivo fiammingo VRT.
Lo scorso dicembre, al Consiglio europeo, il Belgio ha bloccato il piano dell'Ue di utilizzare tali asset a garanzia di un ingente prestito all'Ucraina.