Circa 150 ettari di macchia e pini d'Aleppo distrutti; strutture ricettive salve ma associazioni chiedono misure di prevenzione
Il Gargano in Puglia non brucia più, ma, dopo la grande paura, è il giorno della conta dei danni. Quelli alle colline di Peschici andate in fiamme, stimati in 150 ettari di macchia mediterranea e pini d'Aleppo distrutti, ma anche quelli all'economia del territorio. A lanciare l'allarme sono Confcommercio Foggia, che parla di "colpo all'immagine del Gargano, alla fiducia dei visitatori e alla competitività della nostra destinazione", e Assoturismo Capitanata, che calcola i danni per le imprese in 10 milioni di euro (9,3 milioni di franchi).
Alle strutture ricettive e ai camping non sono stati registrati danni, ha assicurato il sindaco di Peschici, Luigi D'Arenzo, che fin dalle prime ore di questa mattina ha definito la "situazione totalmente sotto controllo". Le attività di monitoraggio sono andate avanti per tutta la notte. Le centinaia di turisti che, via mare, a bordo di imbarcazioni della Guardia costiera, della Guardia di Finanza e anche private, avevano abbandonato spiagge e camping sulla costa, spaventati dalle fiamme e dal fumo che stavano raggiungendo le baie, sono tutte rientrate.
All'alba sono comunque riprese le attività dei Canadair con lanci d'acqua per spegnere piccoli focolai che, nel corso della giornata, sono stati circoscritti a residue fumarole. Lo stesso primo cittadino, dal 1998 volontario della protezione civile, ha partecipato alle operazioni di spegnimento delle fiamme e alla bonifica dei luoghi. Ieri è stato uno dei primi ad arrivare sul posto, attivandosi in prima persona con la manichetta tra le mani, fino a notte fonda. "Una grande responsabilità e un onore, perché lo fai con il cuore - ha detto D'Arenzo -. Vedere certe ferite nel proprio territorio non è bello". Ferite che hanno già iniziato a rimarginarsi. Stamani le spiagge della baia di Manaccora erano frequentate e affollate. "Tutto era tranquillo - ha confermato il sindaco - e invito i turisti a venirci a trovare".
Ma le associazioni di categoria esprimono preoccupazione. Per Assoturismo Capitanata "ciò che il fuoco ha distrutto non si misura soltanto in ettari di vegetazione bruciata. A essere colpito è stato uno dei patrimoni naturalistici e turistici più preziosi della Puglia". "Il danno non riguarda solo chi ha visto minacciata la propria attività - dice il presidente di Confcommercio Foggia, Antonio Metauro - Ogni vacanza interrotta e ogni prenotazione cancellata rappresentano un'opportunità perduta per centinaia di imprese dell'accoglienza, del commercio e dei servizi". Per questo, chiedono alla Regione Puglia "una strategia permanente di prevenzione, maggiori controlli, manutenzione delle aree boschive, investimenti nelle infrastrutture e un coordinamento più efficace tra tutti gli enti coinvolti".