Estero

Dazi Usa al 25% colpiranno il 36,5% delle esportazioni agroalimentari brasiliane

La misura, in vigore dal 22 luglio, lascia esenti il 63,5% delle esportazioni; le esenzioni sono state estese a 2.126 voci doganali

17 luglio 2026
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I dazi aggiuntivi del 25% imposti dagli Stati Uniti sulle importazioni dal Brasile interesseranno il 36,5% delle esportazioni agroalimentari verso il mercato nordamericano. È la stima della Confederazione dell'agricoltura e dell'allevamento del Brasile (Cna), secondo cui il restante 63,5% sarà escluso dalla misura in vigore dal 22 luglio.

"Nonostante l'ampliamento dell'elenco delle eccezioni, che ora include prodotti importanti come pesce, miele e caffè solubile, una quota significativa delle esportazioni brasiliane continuerà a essere soggetta ai dazi", ha dichiarato la direttrice delle Relazioni internazionali della Cna, Sueme Mori.

Secondo l'organizzazione, le autorità Usa hanno esteso l'elenco delle esenzioni a 2126 voci doganali rispetto alla proposta preliminare presentata a giugno. Un risultato che, secondo la Cna, è stato favorito anche dall'attività svolta insieme ad altri rappresentanti del settore privato nel dialogo con le autorità statunitensi.

Nel 2025 il Brasile ha esportato negli Stati Uniti prodotti agroalimentari per 11,4 miliardi di dollari. Tra quelli che resteranno soggetti ai nuovi dazi figurano legname, riso, uva, uova, zucchero e altri prodotti, che lo scorso anno hanno rappresentato circa 4,6 miliardi di dollari di esportazioni.

La Cna ha ribadito di guardare "con preoccupazione" all'esito dell'indagine commerciale condotta da Washington e ha annunciato che continuerà a sostenere le filiere coinvolte, puntando sul dialogo con gli Stati Uniti per limitare l'impatto delle misure e preservare le relazioni commerciali tra i due Paesi.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni