Due ordigni esplodono vicino all'hotel Four Season; Macron prosegue l'incontro con Ahmed al-Sharaa e annuncia oltre 50 milioni di euro restituiti ai siriani
Una visita ufficiale segnata da tensioni e diplomazia, quella del presidente francese Emmanuel Macron, primo leader dell'Unione europea a visitare Damasco per incontrare la nuova dirigenza siriana rappresentata dal presidente Ahmed al-Sharaa.
Due ordigni esplosivi sono detonati vicino all'hotel Four Season dove avrebbe alloggiato il presidente francese, causando il ferimento di 18 persone, fra cui quattro agenti di polizia. Illeso Macron, che al momento degli scoppi aveva lasciato l'hotel con la sua delegazione e si trovava già al sicuro all'interno del palazzo presidenziale. Il leader francese ha proseguito la sua visita, esortando a non "lasciarci destabilizzare" da tali attacchi e ad "andare avanti", mentre al-Sharaa ha elogiato il suo "coraggio" nel proseguire la sua visita.
Un incontro storico che manifesta la volontà di al-Sharaa di accreditarsi con le capitali occidentali e che segue la sua girandola di incontri diplomatici, prima a Parigi e poi a Washington, l'anno scorso, per incontrare Donald Trump.
I due presidenti si sono lasciati immortalare dalle telecamere sorridenti, mentre si scambiavano strette di mano. Macron ha espresso sostegno alla nuova leadership siriana nel portare a termine con successo la difficile transizione politica, mentre incombe il fantasma del terrorismo che minaccia il Paese mediorientale nel post-Assad. Poi ha annunciato che il suo Paese restituirà, a beneficio della popolazione siriana, oltre 50 milioni di euro provenienti dal sequestro, da parte della magistratura francese, di beni acquisiti illecitamente dalla famiglia Assad.
Ahmed al-Sharaa, da parte sua, ha "condannato le continue violazioni israeliane che minano la sicurezza dell'intera regione" e ha "sottolineato che Israele deve ritirarsi dai territori occupati nel sud della Siria", auspicando un impegno internazionale che "costringa" lo Stato ebraico a "tornare all'accordo del 1974". Poi ha annunciato "un accordo per lo scambio di ambasciatori tra Damasco e Parigi".
Prima di recarsi al palazzo presidenziale Macron ha incontrato i rappresentanti della società civile. A precedere l'impegno un suo post su X dove il presidente aveva dichiarato che "nulla può soffocare l'aspirazione delle donne e degli uomini siriani a vivere in una Siria pienamente sovrana, sicura, pluralista e unita". Sebbene al-Sharaa si sia impegnato a proteggere le minoranze, le violenze settarie sulla costa a maggioranza alawita nel 2025 e gli scontri a Sweida, zona a maggioranza drusa, nel luglio dello stesso anno hanno causato migliaia di vittime.
Quello odierno è il secondo attacco che sfigura la capitale siriana dopo che giovedì scorso dieci persone sono rimaste uccise in un attentato dinamitardo in un caffè di Damasco. Condanne sono giunte dalla Turchia e dall'Egitto.
L'Eliseo ha reso noto che Macron proseguirà il suo viaggio ad Ankara per il vertice della Nato dove incontrerà domani il presidente turco.