Estero

Lo yuan cinese indebolisce l'efficacia delle sanzioni Usa contro l'Iran

Canali di pagamento come Cips e mBridge permettono a Teheran di regolare il petrolio in yuan e ridurre la dipendenza dal sistema finanziario dominato dal dollaro

25 giugno 2026
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Il crescente utilizzo dello yuan nei commerci internazionali, sostenuto dalle infrastrutture finanziarie sviluppate dalla Cina, sta riducendo l'efficacia delle sanzioni statunitensi contro l'Iran e, più in generale, il potere di pressione economica di Washington. Lo scrive il Wall Street Journal, secondo cui Teheran ha costruito negli ultimi anni una rete di pagamenti basata sulla valuta cinese che le consente di aggirare in parte il sistema finanziario dominato dal dollaro.

Secondo il quotidiano, gran parte delle esportazioni di petrolio iraniano verso la Cina viene ormai regolata in yuan, utilizzati poi da Teheran per acquistare beni e servizi da aziende cinesi senza transitare dal circuito bancario controllato dagli Stati Uniti. Un ruolo chiave è svolto dal sistema cinese di pagamenti transfrontalieri Cips, alternativa a Swift, e dalla piattaforma mBridge per i pagamenti digitali tra banche centrali.

Il Wall Street Journal sottolinea che Pechino non punta a sostituire il dollaro come valuta dominante globale, ma a creare canali commerciali e finanziari alternativi che riducano la vulnerabilità della Cina e dei suoi partner alle sanzioni statunitensi. Una strategia che, secondo il giornale, potrebbe rafforzare la resilienza economica di Paesi come Iran e Russia e limitare la capacità degli Stati Uniti di monitorare e bloccare i flussi finanziari internazionali.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni