Estero

Dimissioni Leavitt: il caso del volo segreto di Trump da Ankara

La portavoce di Trump, Karoline Leavitt, lascia l'incarico. La decisione coincide con la bufera sul rientro segreto del presidente da Ankara per minacce iraniane.

13 agosto 2026
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Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca e stretta collaboratrice di Donald Trump, lascerà il suo incarico alla fine del mese. L'annuncio della sua partenza, comunicato a sorpresa mercoledì dal tycoon sulla piattaforma Truth, giunge nel pieno della bufera scatenata dal volo segreto del presidente americano di ritorno l'8 luglio dal vertice NATO di Ankara, a causa di minacce di attacchi dall'Iran ritenute credibili dal Secret Service.

Ufficialmente, secondo quanto dichiarato da Trump nel suo post, la 28enne Leavitt ha deciso di fare un passo indietro per dedicare più tempo alla sua famiglia e ai "suoi splendidi figli piccoli", dopo la nascita della sua seconda figlia a maggio. Il presidente ha elogiato Leavitt definendola "una delle migliori portavoce della Casa Bianca nella storia dell'ufficio".

Secondo fonti interne e vicine all'amministrazione, citate dai media americani, Trump non ha ancora scelto il suo successore. Tra le ipotesi esterne si menzionano Alina Habba, ex procuratrice ad interim degli USA per il New Jersey, e Matthew Boyle, capo della redazione di Breitbart a Washington. Internamente, la figura più accreditata sarebbe Steven Cheung, capo della comunicazione della Casa Bianca, noto come 'Luca Brasi', in riferimento al personaggio de 'Il Padrino'.

L'annuncio dell'addio di Leavitt è arrivato all'indomani della richiesta del leader della minoranza al Senato, Chuck Schumer, di un briefing al Congresso. Tale richiesta è seguita all'ammissione della Casa Bianca che ad Ankara Trump era stato fatto scendere in fretta dall'Air Force One a causa di una minaccia credibile proveniente dall'Iran, mentre giornalisti e parte dello staff erano rimasti a bordo.

Non è stato chiarito se Leavitt fosse presente in Turchia con il presidente, ma è certo che non si trovava sull'aereo con il tycoon. A fomentare le tensioni, specialmente all'interno dell'amministrazione, è l'ampio dibattito sui rischi per la sicurezza del personale e dei rappresentanti dei media. La netta separazione tra coloro che hanno lasciato Ankara a bordo dell'Air Force One "civetta" e chi si è imbarcato sull'aereo militare insieme al tycoon ha evidenziato chiaramente le gerarchie e l'influenza all'interno della cerchia ristretta di Trump.

Mentre il tycoon viaggiava in sicurezza con la sua ristretta cerchia di collaboratori fidati, tra cui l'inseparabile assistente Natalie Harp, Dan Scavino, Walt Nauta e il capo del Pentagono Pete Hegseth, altre figure di alto livello dello staff della Casa Bianca, giornalisti ed esponenti di spicco dell'amministrazione, come il Segretario di Stato Marco Rubio e quello al Tesoro Scott Bessent, sono rimasti a bordo dell'aereo esca, il vecchio Air Force One con la livrea azzurra.

I media americani hanno riferito che Rubio era a conoscenza del cambio di velivolo e dei dettagli della minaccia, ma non ha potuto o voluto rivelare il motivo per cui fosse rimasto sull'aereo esca. Bessent, pur non potendolo confermare con certezza, era forse a conoscenza del piano.

Secondo la Costituzione degli Stati Uniti, i Segretari di Stato e del Tesoro seguono il vicepresidente e i membri di grado più elevato al Congresso nella linea di successione presidenziale: attualmente, Rubio e Bessent si collocano, rispettivamente, al quinto e al sesto posto.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni