Il fascicolo relativo al mandato di arresto europeo emesso dalle autorità belghe nei confronti dell'ex commissario Ue Dimitris Avramopoulos è stato trasmesso al parlamento greco, in modo da avviare la procedura prevista per la revoca della sua immunità parlamentare. Lo riporta l'emittente statale Ert.
Avramopoulos, indagato per la vicenda del cosiddetto Qatargate, è oggi deputato del parlamento greco con il partito al governo di Nea Dimokratia: prima che le autorità elleniche possano eseguire il mandato di arresto, i deputati dovranno riunirsi per votare la revoca della sua immunità parlamentare.
Stando alla procedura, entro la prossima settimana la commissione per la deontologia del parlamento dovrebbe convocare Avramopoulos affinché fornisca spiegazioni in merito al caso.
Circa dieci giorni dopo, la commissione presenterà una relazione all'assemblea plenaria, la quale prenderà la decisione finale tramite votazione a scrutinio segreto in merito alla revoca o meno della sua immunità. Lo stesso politico greco, che si dichiara innocente, si è detto a favore della revoca.
Avramopoulos è stato commissario europeo per le migrazioni dal 2014 al 2019. Secondo quanto appreso da Kathimerini, le accuse contenute nel mandato di arresto sarebbero quelle di appartenenza a un'organizzazione criminale, corruzione di pubblico ufficiale e riciclaggio di denaro, e sarebbero legate alla partecipazione di Avramopoulos alla ong Fight impunity dell'ex eurodeputato italiano Antonio Panzeri.
Il mandato è stato emesso principalmente perché Avramopoulos non si sarebbe presentato per due volte davanti alle autorità del Belgio dopo essere stato convocato per fornire spiegazioni. Interpellato sul caso dall'emittente privata Skai, il portavoce del governo ellenico, Pavlos Marinakis, ha commentato: "Da quanto afferma (Avramopoulos), sembra che abbia le risposte alle domande che gli verranno poste. Ma io non sono un giudice, né il governo rappresenta la procura". Il portavoce ha sottolineato: "Il fatto che (Avramopoulos) non voglia che l'immunità parlamentare sia uno ostacolo è un fatto che gli fa onore".