Media di Beirut: la presenza dell'esercito di occupazione israeliano e la sorveglianza dei droni impediscono i ritorni; danni stimati 1,38 miliardi e 11.000 edifici distrutti
Il ritorno degli sfollati nel sud del Libano è ancora di fatto bloccato dalle proibitive condizioni di sicurezza sul terreno, a causa della presenza dell'esercito di occupazione israeliano e della continua sorveglianza dei droni, che lanciano ordigni assordanti e, in alcuni casi, sparano sui civili considerandoli movimenti sospetti di "terroristi".
Lo riferiscono i media di Beirut che citano fonti della sicurezza libanese nel sud del paese. Le fonti affermano che molti abitanti rientrano solo per controllare case e proprietà, in attesa di capire se la tregua terrà.
I media libanesi riferiscono inoltre che, secondo rapide valutazioni sia del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) sia del Consiglio nazionale della ricerca scientifica (CNRS) libanese, i danni nel sud sono stimati finora in 1,38 miliardi di dollari e circa 11.000 edifici risultano distrutti dai raid di Israele.
Le stime si riferiscono solo ai distretti meridionali libanesi e si basano sull'analisi sommaria delle foto satellitari delle località rase al suolo o danneggiate nel periodo fino alla fine di aprile 2025.
Le fonti precisano che si tratta di stime al ribasso e che non tengono conto dei danni inflitti dallo Stato ebraico nei mesi di maggio e giugno, durante i quali i bombardamenti e le demolizioni sistematiche israeliani sono stati particolarmente intensi.