Il fatturato combinato dei cinque maggiori produttori scende a 1.470 miliardi di yen mentre Pechino favorisce fornitori locali e spinge l'autosufficienza
Primo calo storico delle vendite aggregate in Cina per i cinque principali produttori giapponesi di macchinari per semiconduttori, a fronte delle politiche industriali decise da Pechino, con l'ascesa dei costruttori locali in risposta alle restrizioni americane all'export. Lo anticipa il giornale online Nikkei, segnalando come nell'anno fiscale chiuso al 31 marzo il fatturato combinato di Tokyo Electron, Advantest, Screen Holdings, Disco e Kokusai Electric si sia attestato a 1.470 miliardi di yen, pari a 9,1 miliardi di dollari, in flessione del 10% sull'anno precedente. Pechino ha infatti imposto ai produttori nazionali di privilegiare l'acquisto di macchinari locali, in un quadro di politica industriale accelerato dalle restrizioni imposte da Washington. Il risultato è visibile nei numeri: secondo la società di ricerca MIR di Nagoya, la quota di approvvigionamento domestico nel segmento front-end - la fase più tecnologicamente avanzata della produzione - è salita al 21% nel 2025 dal 10% del 2021. Il fenomeno non risparmia i competitor occidentali. ASML, leader mondiale del settore, ha visto la propria quota di ricavi dalla Cina scendere al 19% nel primo trimestre 2026, con un calo di otto punti percentuali su base annua. Anche Applied Materials e KLA accusano pressioni analoghe. Secondo il consorzio industriale Semi, il mercato cinese degli equipment per chip, pari al 37% del totale globale, è rimasto sostanzialmente piatto nel 2025 a 49,3 miliardi di dollari. Il motore dell'avanzata cinese è Huawei, che coordina ricerca e sviluppo distaccando propri ingegneri presso i produttori locali Naura Technology Group e SiCarrier Technologies, puntando all'autosufficienza nella produzione di chip per intelligenza artificiale. "Le imprese locali stanno acquisendo forza rapidamente", ha dichiarato Jun Okamoto di KPMG FAS al Nikkei. "L'erosione di quote di mercato per le aziende straniere continuerà".