La campagna di bombardamenti ucraini contro il settore energetico russo si abbatte con ferocia sulla Crimea occupata, dove cinque persone sono morte nei raid notturni, denunciano le autorità filorusse.
Gli attacchi - tra i peggiori sul territorio negli ultimi mesi - hanno preso di mira "la logistica militare, l'industria petrolifera e la difesa aerea", ha rivendicato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
E sembrano aver approfondito ulteriormente in questo territorio la crisi dei carburanti provocata dai raid di Kiev, con il governatore Sergei Aksyonov costretto a sospendere tutte le vendite di carburante a privati e aziende, inclusi gli acquisti in contanti, con carta e tramite voucher, delle stazioni di servizio della penisola, limitando le forniture agli enti governativi che garantiscono il funzionamento e la sicurezza.
"A seguito dell'attacco con droni nemici sulla penisola di Kerch, purtroppo, ci sono vittime tra la popolazione civile", ha dichiarato il russo Aksyonov, aggiungendo che "quattro persone sono morte e 28 sono rimaste ferite", mentre la compagnia elettrica locale Krymenergo ha riferito che parte della regione è rimasta senza elettricità. I raid hanno poi ucciso una persona a bordo di un traghetto, portando a cinque il bilancio delle vittime.
"Tutto ciò rappresenta una giusta risposta ai brutali attacchi della Russia contro il nostro popolo", ha messo in chiaro Zelensky ringraziando i militari "per il loro efficace lavoro a una distanza di circa 300 chilometri dalla linea del fronte. Sono state colpite infrastrutture su entrambi i lati del Ponte di Crimea: infrastrutture logistiche marittime utilizzate per il trasporto di petrolio nella regione di Krasnodar e un deposito di petrolio nella città temporaneamente occupata di Kerch. Inoltre, sono state attaccate con successo infrastrutture logistiche militari, insieme a quattro stazioni radar appartenenti ai sistemi S-400 e due sistemi Pantsir", ha affermato, mentre sulle reti sociali rimbalzano filmati, attribuiti agli attacchi, che mostrano colonne di fumo denso e nero.
"La Russia comprende solo la forza, e la nostra forza a lungo raggio è certamente al servizio della pace", è il monito di Zelensky che incassa i risultati portati dalla rinnovata campagna volta a mettere in ginocchio la Russia dal punto di vista energetico.
Dopo che ieri i droni ucraini avevano già colpito impianti del gas in Crimea e una raffineria di petrolio a Tyumen in Siberia, lontana 2'000 km dal confine, il think tank statunitense ISW ha sottolineato la portata della crisi in Russia, dove "si diffonde la carenza di carburante e aumentano i prezzi nonostante le smentite dei funzionari russi".
Prima della Crimea, già altre stazioni di servizio in Russia avevano introdotto il razionamento del carburante questo mese, e sono vietate le esportazioni. Sviluppi che per l'Ucraina sono un modo per togliere ossigeno alla macchina militare russa che, con i colloqui al palo, continua a uccidere: tra le ultime vittime, tre persone nei raid aerei russi nelle regioni di Poltava e Dnipropetrovsk.