Estero

Kiev attacca in Crimea, al buio parte della penisola

21 giugno 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

La campagna di bombardamenti ucraini contro il settore energetico russo si abbatte con ferocia sulla Crimea occupata, dove cinque persone sono morte nei raid notturni, denunciano le autorità filorusse.

Gli attacchi - tra i peggiori sul territorio negli ultimi mesi - hanno preso di mira "la logistica militare, l'industria petrolifera e la difesa aerea", ha rivendicato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

E sembrano aver approfondito ulteriormente in questo territorio la crisi dei carburanti provocata dai raid di Kiev, con il governatore Sergei Aksyonov costretto a sospendere tutte le vendite di carburante a privati e aziende, inclusi gli acquisti in contanti, con carta e tramite voucher, delle stazioni di servizio della penisola, limitando le forniture agli enti governativi che garantiscono il funzionamento e la sicurezza.

"A seguito dell'attacco con droni nemici sulla penisola di Kerch, purtroppo, ci sono vittime tra la popolazione civile", ha dichiarato il russo Aksyonov, aggiungendo che "quattro persone sono morte e 28 sono rimaste ferite", mentre la compagnia elettrica locale Krymenergo ha riferito che parte della regione è rimasta senza elettricità. I raid hanno poi ucciso una persona a bordo di un traghetto, portando a cinque il bilancio delle vittime.

"Tutto ciò rappresenta una giusta risposta ai brutali attacchi della Russia contro il nostro popolo", ha messo in chiaro Zelensky ringraziando i militari "per il loro efficace lavoro a una distanza di circa 300 chilometri dalla linea del fronte. Sono state colpite infrastrutture su entrambi i lati del Ponte di Crimea: infrastrutture logistiche marittime utilizzate per il trasporto di petrolio nella regione di Krasnodar e un deposito di petrolio nella città temporaneamente occupata di Kerch. Inoltre, sono state attaccate con successo infrastrutture logistiche militari, insieme a quattro stazioni radar appartenenti ai sistemi S-400 e due sistemi Pantsir", ha affermato, mentre sulle reti sociali rimbalzano filmati, attribuiti agli attacchi, che mostrano colonne di fumo denso e nero.

"La Russia comprende solo la forza, e la nostra forza a lungo raggio è certamente al servizio della pace", è il monito di Zelensky che incassa i risultati portati dalla rinnovata campagna volta a mettere in ginocchio la Russia dal punto di vista energetico.

Dopo che ieri i droni ucraini avevano già colpito impianti del gas in Crimea e una raffineria di petrolio a Tyumen in Siberia, lontana 2'000 km dal confine, il think tank statunitense ISW ha sottolineato la portata della crisi in Russia, dove "si diffonde la carenza di carburante e aumentano i prezzi nonostante le smentite dei funzionari russi".

Prima della Crimea, già altre stazioni di servizio in Russia avevano introdotto il razionamento del carburante questo mese, e sono vietate le esportazioni. Sviluppi che per l'Ucraina sono un modo per togliere ossigeno alla macchina militare russa che, con i colloqui al palo, continua a uccidere: tra le ultime vittime, tre persone nei raid aerei russi nelle regioni di Poltava e Dnipropetrovsk.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali
Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni