Il giudice Calama estende l'indagine alla società di marketing Whathefav e convoca per l'audizione Alba, Laura e la segretaria Gertrudis Alcázar
Il giudice dell'Audiencia Nacional José Luis Calama, titolare dell'inchiesta Plus Ultra sul salvataggio con fondi pubblici dell'omonima compagnia aerea nel 2021, ha deciso di citare come indagate le figlie dell'ex presidente del governo spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, Alba e Laura Rodríguez Espinosa.
La decisione, presa all'indomani dell'interrogatorio davanti al magistrato dello stesso Zapatero, durato oltre tre ore, arriva su richiesta della procura anticorruzione, che aveva chiesto di ascoltare entrambe in qualità di indagate, insieme a Gertrudis Alcázar, per 26 anni segretaria dell'ex premier.
Nel provvedimento il magistrato chiarisce che "in una risoluzione separata sarà fissata la deposizione delle tre". Secondo fonti giudiziarie, il giudice ha inoltre esteso l'ambito dell'inchiesta anche alla società di marketing "Whathefav", intestata alle due figlie dell'esponente socialista.
Riguardo ad Alba e Laura Rodríguez Espinosa, il giudice Calama ricorda quanto già stabilito nell'ordinanza del 18 maggio, in cui aveva disposto le perquisizioni dell'ufficio di Zapatero (nella madrileña Calle Ferraz) e presso la società di marketing Whathefav, di cui entrambe risultano amministratrici solidali.
Il magistrato ritiene che vi siano elementi che fanno sospettare che la società abbia avuto "un ruolo strumentale nella canalizzazione, occultamento o facilitazione di operazioni rilevanti per i fatti oggetto del procedimento", circostanza che le colloca "nel cerchio delle persone potenzialmente coinvolte nell'imputazione".
Nel suo interrogatorio di ieri davanti al magistrato, Zapatero aveva sostenuto che l'azienda Whathefav si occupasse di marketing e di comunicazione. Ma la Procura anticorruzione e gli inquirenti mettono in dubbio questa versione, ipotizzando fosse uno strumento per trasferire fondi a favore dell'ex premier, presumibilmente derivanti da commissioni ricevute per l'intermediazione al salvataggio della compagnia aerea Plus Ultra.
Agenti dell'UDEF, l'Unità di delinquenza economica e fiscale, hanno perquisito il 19 maggio l'impresa, sequestrando un'ampia documentazione, alla presenza di Alba e Laura. In contemporanea hanno ispezionato l'ufficio di Zapatero, rinvenendo in una cassaforte il "tesoro" di gioielli, valutati da una perizia giudiziaria in oltre 1,3 milioni di euro, che la segretaria dell'ex premier aveva giustificato come eredità familiari del leader socialista e della moglie, Sonsoles, e come "doni di viaggi" non meglio specificati.