Estero

Corte d'Appello conferma bando a Palestine Action

La sentenza ribalta l'Alta Corte e giudica proporzionata la decisione del governo; il gruppo resta fuorilegge e annuncia ricorso alla Corte Suprema

15 giugno 2026
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La Corte d'Appello di Londra ha accolto il ricorso del governo britannico di Keir Starmer ribaltando la sentenza dell'Alta Corte che a febbraio aveva giudicato illegale - perché "sproporzionato" - il bando a Palestine Action come organizzazione terroristica.

Il gruppo resta dunque fuorilegge - sostenerlo pubblicamente o farne parte costituisce reato - nonostante l'ondata di critiche arrivata per la decisione dell'esecutivo laburista risalente al luglio 2025 e il fatto che gli attivisti pro-pal non siano mai stati condannati per attentati di sorta contro le persone.

Nel leggere la sentenza, Sue Carr, prima donna al vertice assoluto della magistratura di Inghilterra e Galles in veste di Lady Chief Justice, ha affermato che la decisione - presa l'anno scorso dalla ministra dell'Interno di allora, Yvette Cooper (oggi titolare degli Esteri) - di bandire l'organizzazione era "proporzionata" e "non illegale". "È un errore fondamentale trascurare il fatto che Palestine Action incoraggia apertamente una violenza illegale che si avvicina al terrorismo", ha aggiunto. Il verdetto è stato contestato da decine di manifestanti pro-pal che si trovavano fuori dalla sede della Corte d'Appello a Londra.

"Non smetteremo di batterci per la revoca del bando, la fine delle leggi antiterrorismo contro di noi e per una Palestina libera", ha dichiarato la cofondatrice del gruppo, Huda Ammori, annunciando la presentazione di un ricorso alla Corte suprema britannica.

Intanto però sono destinate ad andare avanti le misure repressive, condannate da più parti, portate avanti dalle autorità contro sostenitori e semplici simpatizzanti. Dopo il verdetto di primo grado del febbraio scorso, la polizia di Londra aveva annunciato la fine degli arresti automatici di massa ma successivamente la direttiva era stata ripristinata, a fronte del moltiplicarsi delle manifestazioni.

Il pugno di ferro (senza precedenti) su questo fenomeno, alimentato dalla massiccia mobilitazione di piazza nel Regno Unito contro i devastanti attacchi di Israele nella Striscia di Gaza, era stato oggetto di polemiche politiche della sinistra pacifista britannica, ma anche di esponenti liberali, di varie ong impegnate per i diritti umani e della stessa Onu.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni