Estero

Frattura sulle pensioni nel Rassemblement National tra Le Pen e Bardella

Bardella propone di eliminare l'età minima e introdurre una componente di capitalizzazione, creando imbarazzo e incertezza nel partito

9 giugno 2026
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Jordan Bardella, probabile candidato alle presidenziali del 2027 per il Rassemblement National, rompe in modo netto con la linea di Marine Le Pen sulle pensioni, creando incomprensioni nel partito e incertezze sulla linea ufficiale. E ciò anche in vista della data fatidica del 7 luglio, con l'atteso annuncio della sentenza in appello nel processo per i falsi impieghi all'Europarlamento.

In quel momento si saprà se la leader Marine Le Pen sarà condannata e rinuncerà alla corsa all'Eliseo o se si presenterà per la quarta volta alle presidenziali. In quel caso una differenza vistosa sui programmi sarà comunque evidente, poiché Bardella, nel caso di Le Pen all'Eliseo, si candiderà come primo ministro e capo del governo.

Bardella, nelle ultime settimane, ha seppellito definitivamente la posizione del partito costruita da Le Pen. In varie interviste concesse a media francesi ed esteri, il trentenne presidente del RN ha cambiato radicalmente posizione sulla riforma delle pensioni rispetto al tradizionale programma del partito, in particolare proponendo l'abbandono di qualsiasi riferimento all'età minima legale per il pensionamento e l'affiancamento al sistema pensionistico per ripartizione di una componente di "capitalizzazione".

L'imbarazzo nel partito è evidente, tanto più che i vertici vicini a Marine Le Pen non vogliono saperne di "riformare la riforma", come ha apertamente dichiarato Bardella. Le avvisaglie sulla debolezza della posizione del partito sul tema delle pensioni si erano avute già nelle elezioni anticipate del 2024, quando il RN era dato come sicuro vincitore ed è finito poi al terzo posto fra dissidi interni anche sul programma.

Stavolta, a rendere ancora più indigeste ai capi del partito le parole del giovane Bardella, c'è stato il fatto che il presidente le ha pronunciate chiaramente per la prima volta in un'intervista a un giornale tedesco, la Frankfurter Allgemeine Zeitung, il 12 maggio: il Rassemblement National - ha azzardato Bardella - "sta esaminando la questione di un innalzamento dell'età minima per lasciare il lavoro". Immediatamente tirata in ballo, Marine Le Pen ha provato a gettare acqua sul fuoco ribadendo la tradizionale posizione del partito di cancellare la riforma di Macron che ha alzato a 64 anni questo limite, tornando a 62 o addirittura a 60 con 40 o 42 anni di contributi.

A quel punto Bardella ha insistito in successive dichiarazioni: "L'età legale - ha detto - non vuol dire nulla, quello che conta è il numero di contributi". E ha dato appuntamento a breve termine per la presentazione di un suo "nuovo sistema" al quale starebbe lavorando.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni