Estero

Amb. Azzoni, 'Nato pilastro di stabilità, Italia in prima linea sulla sicurezza'

8 giugno 2026
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Nel cuore delle missioni di pace nei Balcani, nelle operazioni di deterrenza sul fianco orientale dell'Alleanza, nelle esercitazioni con i partner e nel sostegno alle popolazioni civili colpite da crisi e calamità. La presenza dell'Italia nella Nato attraversa oltre settant'anni di storia e trova una sintesi nella mostra fotografica 'Sicurezza e protezione: l'Italia nella Nato al servizio di pace e stabilità', realizzata dalla Rappresentanza permanente d'Italia presso l'Alleanza Atlantica in collaborazione con l'ANSA.

"Per un Paese, sapersi difendere oggi significa non solo garantire deterrenza, ma anche promuovere sicurezza e, soprattutto, proteggere: le persone, le istituzioni democratiche e i valori che definiscono le nostre società. In un contesto internazionale segnato da trasformazioni rapide e sfide sempre più complesse, questo concetto è alla base del contributo che l'Italia garantisce oggi all'Alleanza atlantica", ha evidenziato l'ambasciatore d'Italia presso la Nato, Alessandro Azzoni, inaugurando l'esposizione in occasione delle celebrazioni del 2 giugno organizzate a Villa Brosio a Bruxelles.

Il percorso espositivo ripercorre, attraverso una selezione di immagini, il contributo italiano alla sicurezza euro-atlantica: dalla storica sede Nato di Bagnoli alle più recenti missioni di air policing nei Paesi baltici, passando per Kosovo, Afghanistan e Iraq, fino alle attività di addestramento e cooperazione militare che vedono l'Italia tra i principali protagonisti dell'Alleanza. "Viviamo una fase complessa: la Nato è un pilastro di stabilità e cooperazione a cui il nostro Paese contribuisce attivamente dal 1949. Questa mostra fotografica intende raccontare il presente, affondando le radici nel passato e proiettando la nostra azione nel futuro - ha evidenziato l'ambasciatore -. Queste immagini testimoniano l'impegno quotidiano di donne e uomini italiani nelle missioni internazionali e nelle operazioni di pace, ma anche nella protezione delle popolazioni civili, nella gestione delle crisi e nel rafforzamento delle società sul piano della resilienza. Difesa, sicurezza e protezione non sono concetti distinti, ma dimensioni interconnesse di una stessa responsabilità. Mi riferisco all'azione del nostro Paese per prevenire i conflitti, sostenere percorsi di stabilità e crescita, investire in sviluppo e cooperazione".

Un approccio che, nelle parole dell'ambasciatore, va oltre la dimensione strettamente militare e richiama una concezione più ampia della sicurezza. "È una visione che riflette i valori fondanti dell'Italia: la centralità della persona, il rispetto dei diritti, l'impegno per un ordine internazionale basato su regole condivise, principi che orientano anche la nostra azione esterna", ha aggiunto, auspicando che la mostra "possa nel suo piccolo contribuire a rafforzare la consapevolezza che la sicurezza non è mai un dato acquisito, ma un bene comune da costruire e preservare ogni giorno". Questo, ha evidenziato, è "un impegno che l'Italia continua a portare avanti, insieme ai propri alleati, con responsabilità, professionalità e senso del dovere".

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni