Rama accusa i media mondiali di cadere nella disinformazione sulle proteste per il resort di Kushner
Il premier sostiene che non esiste alcun progetto né permessi di costruzione e denuncia un'ondata di isteria digitale mentre le proteste proseguono per il settimo giorno
Il premier albanese Edi Rama ha criticato questa sera il modo in cui sono state riportate sui media internazionali le proteste in Albania contro il progetto per la costruzione di un mega resort turistico di lusso nella zona di Zvernec, nel sud del Paese a 150 chilometri da Tirana, promosso dal genero di Donald Trump, Jared Kushner. A parere di Rama, i media sarebbero caduti nella trappola della disinformazione. "Come mai, una protesta locale di alcune migliaia di persone può trasformarsi in uno spettacolo internazionale?", si è chiesto il premier albanese in un lungo post su X, parlando di "supposizioni diventate fatti, narrazioni trasformate in verdetti e speculazioni diventate verità accettate prima ancora che i fatti fondamentali fossero accertati". Rama ha ribadito ancora una volta che "non esiste ancora alcun progetto, alcun permesso di costruzione, alcuna costruzione. Non esiste nemmeno un progetto definitivo, ma soltanto una visione e un piano: trasformare l'Albania nella destinazione turistica di alta gamma più attrattiva di questa parte del mondo". Perciò, dietro "un uragano di isteria digitale, titoli apocalittici, indignazione costruita artificialmente e conclusioni generali presentate come fatti accertati", egli vede quella "guerra informativa ibrida che sempre più influenza il dibattito pubblico nelle società democratiche". Il premier albanese mette in evidenza "un'esplosione di attività attorno a questo tema registratasi sulle piattaforme social, con l'interazione in lingua albanese aumentata di molte volte nel giro di pochi giorni", parlando di una rapida proliferazione di profili appena creati, account anonimi e pagine con poca o nessuna storia identificabile. Intanto, a Tirana alcune migliaia di cittadini, di tutte le età e professioni, si sono riuniti per il settimo giorno consecutivo di fronte al palazzo del governo. Manifestazioni anche in alcune altre grandi città del Paese. Il caso di Zvernec pare sia stata solo la scintilla che ha acceso un malcontento non solo nei confronti del governo, di cui si chiedono le dimissioni, ma dell'intera classe politica del Paese.
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