La riforma prevede tariffe fino a 300.000 yen per la residenza permanente, il sistema JESTA per 74 Paesi e requisiti più rigidi per il visto Business Manager
Il Parlamento giapponese ha approvato una revisione della normativa sull'immigrazione che prevede un drastico aumento dei costi per le pratiche di soggiorno degli stranieri e l'introduzione di un sistema di autorizzazione preventiva online per l'ingresso nel Paese.
Le misure arrivano mentre il Giappone continua a confrontarsi con il declino della popolazione e la progressiva riduzione della forza lavoro. La riforma stabilisce che le tariffe per il rinnovo dei permessi di soggiorno potranno raggiungere i 100.000 yen (circa 540 euro), mentre quelle per la richiesta della residenza permanente saliranno fino a 300.000 yen, rispetto all'attuale importo di 10.000 yen.
L'esecutivo guidato dalla premier Sanae Takaichi ha motivato l'intervento con l'aumento dei costi amministrativi e la necessità di allineare il sistema giapponese agli standard adottati in altri Paesi avanzati. Tra le principali novità figura inoltre l'istituzione del Japan Electronic System for Travel Authorization (Jesta), un sistema ispirato all'Esta statunitense la cui entrata in funzione è prevista nell'anno fiscale 2028. Il meccanismo riguarderà i cittadini di 74 Paesi e territori attualmente esentati dall'obbligo di visto per soggiorni di breve durata. Prima della partenza, i viaggiatori dovranno trasmettere online informazioni personali, finalità del viaggio e destinazione prevista. I dati saranno verificati attraverso banche dati giudiziarie e di sicurezza e, in presenza di elementi che facciano ipotizzare una permanenza irregolare oltre i termini consentiti o altri rischi per la sicurezza, potrà essere negato l'imbarco su aerei e navi diretti in Giappone.
Parallelamente, Tokyo ha irrigidito negli ultimi mesi anche i requisiti per l'ottenimento del visto "Business Manager", destinato agli imprenditori stranieri. La soglia minima di capitale richiesta è stata innalzata da 5 a 30 milioni di yen (circa 162 mila euro), accompagnata da criteri più stringenti in materia di assunzioni e competenze linguistiche. Secondo i dati diffusi dalle autorità, le domande mensili sono diminuite del 96%, passando da circa 1.700 a poco più di 70. Le nuove misure si inseriscono in un contesto demografico sempre più complesso. Alla fine del 2025 il numero dei residenti stranieri in Giappone ha raggiunto il livello record di circa 4,13 milioni di persone, a conferma della crescente dipendenza dell'economia dall'apporto di manodopera estera. Nello stesso periodo, le nascite sono scese a meno di 706 mila unità, segnando il decimo calo annuale consecutivo e un nuovo minimo storico.