Estero

Funaro ricorda la strage dei Georgofili e chiede una verità piena

A 33 anni dalla strage la sindaca di Firenze accende le luci sul ponte intitolato a Caterina e Nadia Nencioni e sollecita nuove indagini

26 maggio 2026
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"Abbiamo deciso stanotte, in questa notte di ricordo dei 33 anni, simbolicamente di accendere anche le luci per la prima volta sul ponte intitolato alle sorelle Nencioni". Lo ha annunciato questa sera la sindaca di Firenze Sara Funaro dall'arengario di Palazzo Vecchio chiudendo il suo intervento per ricordare la strage dei Georgofili, avvenuta nella notte tra il 26 e il 27 maggio del 1993.

"La scelta dei cittadini di intitolare il nuovo ponte sull'Arno tra Bellariva e il Parco dell'Anconella alle due sorelline Caterina e Nadia Nencioni", due delle cinque vittime della strage, "penso che sia un messaggio che unisce memoria e responsabilità civile. Avevamo scelto tanti nomi di donne, anche importanti per il nostro Paese. Ma i fiorentini e le fiorentine hanno scelto Caterina e Nadia. Hanno scelto di ricordare loro e di ricordare insieme questo momento tragico per la città. E il fatto che il primo ponte costruito dopo quasi 45 anni sia intitolato a loro, voglio pensare che sia un messaggio anche forte alla lotta contro la mafia".

Nel suo intervento Funaro ha parlato di "una notte che è rimasta impressa in modo indelebile nella memoria della nostra meravigliosa Firenze, ferita nel suo cuore". Oggi "rimane la ferita, rimane il ricordo e la memoria delle vittime, ma anche la convinzione profonda che sia nostro dovere continuare a parlarne, continuare a ricordare, a chiedere una verità storica e giudiziaria che il Paese merita di avere". A questo proposito, ha sottolineato la sindaca, "grazie al lavoro instancabile di magistrati, forze dell'ordine, giornalisti d'inchiesta e soprattutto dei familiari delle vittime, oggi sappiamo molto di più di quella stagione stragista. Le inchieste e i processi hanno accertato importanti responsabilità, ma non hanno ancora restituito un quadro pienamente completo sui mandanti e sugli interessi che resero possibile quella stagione di violenza. Per questo resta fondamentale continuare a cercare la verità, perché una verità incompleta è una ferita che rimane aperta, che non si rimargina mai".

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni