Estero

Ucraina: salvate il soldato Fedorov, ministro difesa in bilico

14 luglio 2026
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Salvate il soldato Fedorov. È in bilico il ministro della difesa ucraino solo dallo scorso gennaio che si fa chiamare "Misha", privo di background militare, ministro della trasformazione digitale quando la guerra è iniziata, a cui viene riconosciuta, anche dai suoi molti nemici, la paternità della rivoluzione dei droni che ha consentito a Kiev di contenere la Russia.

Sarebbe proprio lui, e le riforme che ha iniziato ad avviare, contestate dall'apparato e in particolare dal capo di Stato maggiore Oleksandr Syrsky, ad aver innescato il rimpasto predisposto da Volodymir Zelensky. Il presidente ucraino avrebbe chiesto anche al ministro, con cui lavorava sin dai tempi in cui era attore e produttore, disponibilità per guidare il governo, richiesta a cui Fedorov avrebbe risposto negativamente.

Contro il suo allontanamento dall'incarico si è creata sui social, con l'hashtag "SupportFedorov" una levata di scudi di analisti militari e personalità anche nei Paesi alleati che ne hanno apprezzato in questi anni il ruolo cruciale per lo sviluppo tecnologico, e dell'industria della difesa, a partire dai droni, certo.

L'"Ukrainskaya Pravda" denuncia un "conflitto sistemico" fra Mikhailo Fedorov, che ha 35 anni, ingegnere di formazione, e la sua resistenza alla corruzione, e lobby della difesa che lo liquida come un "abile PR" che copia idee già sul campo e se ne attribuisce il merito e come una persona totalmente priva di esperienza militare.

All'inizio dell'anno ha stornato fondi per potenziare la produzione di droni, rendendo possibile il successo di Kiev nell'isolare le regioni occupate, Crimea inclusa, dalle retrovie.

Ma il dialogo con l'apparato della difesa tradizionale non c'è, come se parlassero lingue diverse, sintetizza una analista. A esclusione dei giovani ufficiali e dei militari delle unità che operano su nuove tecnologie che lo amano.

Fedorov, promotore da ministro della Transizione digitale della app Diia, che ha riunito tutti i servizi pubblici e il passaporto digitale a portata di smartphone, fra l'altro aiutando molto gli sfollati, ha ordinato una revisione del ministero della difesa e delle brigate, che ha portato alla luce sprechi per l'equivalente di 6,6 miliardi di dollari, come ha scritto l'"Economist".

Ha aperto l'approvvigionamento di alcuni sistemi a gare aperte, che hanno ridotto il costo dei proiettili di artiglieria di 155 mm, per esempio, del 16 per cento in un batter d'occhio.

A giugno ha iniziato a essere attuato il suo grande piano di riforma che affronta il problema del personale militare di cui Kiev è strutturalmente carente: il salario dei fanti al fronte sarà aumentato dall'equivalente di 2'500 dollari a 7'000 o anche di più, con contratti quadro da sei, dieci, 14 e 24 mesi di leva.

Ha iniziato a smobilitare i soldati che sono al fronte da più tempo. Ha previsto anche fondi per reclutare all'estero, soldati stranieri che potranno costituire il 20-50% di tutte le nuove reclute. Saranno autorizzate società di reclutamento private, a cui saranno corrisposti l'equivalente di 7'000 dollari per ogni nuova "firma".

Sarà poi introdotta una sanatoria di 100 giorni per i circa 300'000 giovani fuggiti alla leva. Se si presenteranno in questa finestra temporale non ci sarà nei loro confronti alcuna punizione (notoriamente, l'invio nelle zone più calde del fronte).

Al suo posto sarebbe nominato il ministro degli interni Ilhor Klymenko.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni