Ottavo mese consecutivo di crescita trainata da semiconduttori e dispositivi elettronici; surplus di 301,9 miliardi di yen e import petrolio USA +118,2%
In questo contesto, il Giappone ha registrato un surplus commerciale di 301,9 miliardi di yen (circa 1,9 miliardi di dollari), ribaltando le previsioni di mercato che indicavano un deficit di 29,7 miliardi. Le vendite verso la Cina sono salite del 15,5%, quelle verso gli Stati Uniti del 9,5%. In controtendenza, invece, le esportazioni destinate al Medio Oriente sono crollate del 55,5%, riflettendo le criticità logistiche nella regione. Da rilevare l'impennata delle importazioni di petrolio dagli Stati Uniti, aumentate del 118,2% in valore rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Tokyo, che dipende strutturalmente dal Medio Oriente per il proprio approvvigionamento energetico, ha accelerato la diversificazione delle fonti, attingendo con crescente intensità alle forniture americane, come da richiesta dell'amministrazione Trump. Gli analisti, tuttavia, avvertono che lo slancio rischia di subire una brusca frenata nel trimestre in corso: il prolungarsi dei disagi sulle rotte energetiche mediorientali potrebbe far lievitare i costi di produzione e deprimere la domanda globale, in particolare nei settori ad alta intensità energetica come la chimica.