Nessun riferimento esplicito a ipotesi di scostamento e nemmeno a una revisione delle spese per la difesa: punta sulla flessibilità - nel quadro delle regole - e sulla spinta a imporre una tassa europea sugli extraprofitti dei colossi dell'energia la maggioranza nella bozza della risoluzione che sarà presentata e votata domani da Camera e Senato sul Documento di economia e finanza (Dfp).
La bozza contiene sei impegni per il governo: oltre a "rispettare il percorso di spesa netta programmatica" e a portare avanti "riforme e investimenti" come indicati nel Piano strutturale di bilancio previsto dalle nuove regole europee, la maggioranza chiede di "attivare tutte le opportune iniziative, nelle sedi europee competenti, per sfruttare le flessibilità del quadro di governance economica europea al fine di soddisfare le misure in materia di sicurezza economica ed energetica generate dalla crisi internazionale" in modo da poter fornire "risposte efficaci e tempestive" ma "nel quadro del perimetro finanziario complessivo" già indicato in autunno con il Documento programmatico di finanza pubblica.
Si chiede poi di intervenire con "misure fiscali mirate, temporanee e non distorsive per mitigare l'impatto del rialzo dei prezzi dei combustibili", indicando come target le famiglie, e in particolare quelle "più disagiate", l'industria "ad alta intensità energetica" e i settori dei "trasporti, agricoltura e pesca". Come fonte di finanziamento la maggioranza chiede all'esecutivo di impegnarsi a "perseguire in tutte le sedi opportune una soluzione a livello di Unione europea che consenta di utilizzare il gettito fiscale straordinario derivante dal rialzo anomalo dei prezzi dei combustibili fossili, secondo le azioni già intraprese in materia di profitti straordinari delle imprese del settore energetico", come già chiesto con una lettera al Commissario europeo Hoekstra dai ministri delle finanze di 5 Paesi Ue (oltre all'Italia, Germania, Spagna, Portogallo e Austria).