In un caso specifico, una petroliera ha pagato un record di 4 milioni di dollari per il passaggio dopo essere stata deviata dall'Europa verso Singapore. Il traffico di navi cisterne è aumentato in modo consistente in aprile, e secondo il Financial Times, 29 petroliere cariche di greggio hanno cambiato rotta dopo gli attacchi all'Iran, con la maggior parte diretta in Asia.
La scorsa domenica in Giappone è arrivata la prima petroliera di greggio statunitense acquisita dopo il blocco di Hormuz, rivela l'Asahi - che segnala come le importazioni di greggio Usa a partire da maggio dovrebbero quadruplicare rispetto all'anno precedente. La nave, procurata da Cosmo Energy Holdings, ha consegnato 910.000 barili al terminal Keiyo Sea Berth nella baia di Tokyo. Il carico, imbarcato in Texas il 22 marzo, ha attraversato il Pacifico via Canale di Panama e sarà lavorato in una raffineria nella prefettura di Chiba.
Nel frattempo Tokyo ha iniziato a rilasciare scorte strategiche domestiche, scese da otto mesi di consumo a marzo a circa sette mesi al 21 aprile. Nel complesso, la guerra e la chiusura dello Stretto di Hormuz - attraverso cui transitava un quinto del Gnl e del petrolio mondiali - hanno accelerato l'ascesa degli Stati Uniti come potenza energetica dominante, osservano gli analisti. Le esportazioni americane hanno toccato livelli record, e i profitti delle compagnie del settore sono aumentati significativamente. La serie di shock successivi, dall'Ucraina, al Venezuela, fino al Medio Oriente, ha trasformato quella che poteva sembrare una congiuntura favorevole in un vantaggio strutturale di lungo periodo.