Estero

Caso Mandelson, Parlamento deciderà se aprire inchiesta su Starmer

27 aprile 2026
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Il Parlamento britannico voterà se aprire o meno un'indagine sul premier Keir Starmer accusato - sulla scia delle ultime rivelazioni sullo scandalo della nomina ad ambasciatore negli Usa di Peter Mandelson - di aver fuorviato al riguardo la Camera dei Comuni.

La richiesta di un suo deferimento al Privileges Committee, organo che sorveglia lo standard di condotta di governanti e deputati, e che nel 2022 contribuì alla caduta dell'allora premier conservatore Boris Johnson, investito da sospetti analoghi in relazione al cosiddetto scandalo Partygate dell'era Covid, è stata sollecitata unanimemente da tutte le opposizioni. Dovrebbe andare al voto in settimana ai Comuni, dopo che lo speaker dell'assemblea, Lindsay Hoyle ha autorizzato un dibattito ad hoc, secondo quanto anticipato oggi dalla Bbc.

Decisivo, nel caso, sarà il peso dei deputati della maggioranza, sulla cui "lealtà" Starmer afferma di contare. Ma ai quali gli oppositori sfidano il governo a lasciare "libertà di voto".

La leader Tory, Kemi Badenoch, ha insistito in queste ore sulla necessità che la condotta di Starmer vada investigata da un organismo terzo, dopo le rivelazioni secondo cui Mandelson fu designato ambasciatore a Washington (prima di essere rimosso nel giro di alcuni mesi) in mancanza del completamento dell'iter di verifica delle sue credenziali in materia di sicurezza nazionali. Iter che il primo ministro aveva assicurato in Parlamento fosse stato rigorosamente rispettato e sul cui avanzamento (in particolare sull'indicazione negativa alla nomina fatto a posteriore dai servizi d'intelligence britannici) afferma ora di non essere stato informato fino a pochi giorni fa.

Della vicenda si sta già occupando con una serie di audizioni la commissione Esteri della Camera, la cui presidente (laburista) Emma Thornberry, ha definito prematuro l'eventuale trasferimento del caso al Privileges Committee. Audizioni peraltro già segnate dalla devastante testimonianza dell'ex segretario generale del Foreign Office, Olly Robbins, appena scaricato da Starmer come una sorta di capro espiatorio, a cui da domani potrebbero aggiungersi quelle potenzialmente altrettanto imbarazzanti per il premier da parte di altri ex alti funzionari convocati: incluso il suo potente ex capo dello staff, Morgan McSweeney, legatissimo a Mandelson e a sua volta travolto da questo scandalo.

Il primo ministro confida comunque di sfuggire al deferimento, contando sul sostegno "della gran parte" dei deputati del gruppo del Labour, come ha ribadito oggi. Anche se i venti di rivolta evocati dai media in seno al partito di maggioranza - pronti a esplodere in caso di disfatta elettorale alle amministrative del 7 maggio - potrebbero riservare sorprese.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni