Estero

Spagna, decreto governo regolarizza 500 mila migranti irregolari

14 aprile 2026
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Il governo spagnolo approva oggi una regolarizzazione straordinaria di circa mezzo milione di migranti irregolari, la prima misura di questo tipo in 21 anni, in un paese dove la popolazione nata all'estero ha raggiunto i 10 milioni, pari al 20% dei residenti, secondo i dati dell'Istituto nazionale di Statistica.

Il decreto, anticipato dall'esecutivo, fissa requisiti precisi: riguarda migranti già presenti in Spagna prima del 1° gennaio 2026 e con almeno 5 mesi di permanenza, senza precedenti penali o in assenza di rischi per l'ordine pubblico e con il possesso di almeno una condizione dimostrabile tra legame lavorativo, convivenza con il nucleo familiare (con minori o persone a carico) oppure in una situazione di vulnerabilità certificata.

Elemento centrale è il certificato sui precedenti penali del Paese d'origine relativo agli ultimi cinque anni, ora obbligatorio. Il decreto, dopo il parere positivo del Consiglio di Stato, pur con correttivi, introduce controlli più severi sui precedenti penali, ma ampliando i margini temporali per ottenere i documenti necessari.

I richiedenti avranno un mese per richiederlo; se non arriva, il Governo lo solleciterà per via diplomatica concedendo fino a tre mesi aggiuntivi, seguiti da altri 15 giorni finali. In mancanza del documento, la domanda sarà respinta.

Anche i richiedenti asilo potranno accedere alla regolarizzazione, rinunciando alla protezione internazionale solo dopo la concessione del permesso di soggiorno.

La sanatoria, sostenuta dalle forze progressiste, imprese e Chiesa cattolica, è osteggiata dal partito di estrema destra Vox e dal Partido Popular, che pure aveva votato a favore dell'esame di un'analoga iniziativa popolare con oltre 700mila firme presentata al Parlamento. La riforma punta a far emergere centinaia di migliaia di lavoratori irregolari - fino a 800mila, secondo stime riportate da El Pais - e a rafforzare la crescita economica e il sistema previdenziale.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni