Estero

Trump blocca i porti iraniani, 'elimineremo chi si avvicina'

13 aprile 2026
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Il blocco navale minacciato da Donald Trump per soffocare la Repubblica islamica diventa realtà nello stretto di Hormuz, aprendo un nuovo, incerto capitolo del conflitto in Medio Oriente. Le navi americane - almeno 15, secondo il Wsj - schierate a bloccare qualunque imbarcazione intenzionata ad avvicinarsi ai porti iraniani portano infatti nuove tensioni che rischiano di spezzare definitivamente la fragilissima tregua: secondo i media Usa, il tycoon sta valutando di riprendere attacchi limitati contro l'Iran come ulteriore mezzo per sbloccare lo stallo nei colloqui.

Ma nel frattempo ha riferito che gli Usa sono "stati chiamati dalle persone giuste" in Iran, "vogliono lavorare a un accordo". In ogni caso, il presidente Usa ha promesso che "se una qualsiasi delle 'navi veloci' dovesse avvicinarsi al nostro blocco, verrà immediatamente eliminata con lo stesso metodo che impieghiamo contro i narcos: rapido e brutale", mentre il regime degli ayatollah ha avvertito che qualsiasi minaccia ai porti del Paese scatenerà una risposta regionale più ampia che coinvolgerà il Golfo. Netanyahu, ovviamente schierato a favore del blocco navale, ha sottolineato che il cessate il fuoco potrebbe finire "in brevissimo tempo", con l'Idf che ha alzato al massimo il livello di allerta, e lo stesso hanno fatto le forze armate iraniane.

Secondo il Centcom, il blocco sarà applicato "alle navi di tutte le nazioni che entrano o escono dai porti e dalle aree costiere iraniane". Le imbarcazioni senza autorizzazione saranno soggette a "intercettazione, dirottamento e cattura", mentre le forze Usa "non ostacoleranno la libertà di navigazione per le navi in transito nello Stretto di Hormuz dirette verso porti non iraniani o provenienti da essi". Rassicurazioni che tuttavia non convincono i mercati, dove il prezzo del petrolio è tornato a salire così come quello del gas. E soprattutto, non convincono gli armatori che si ritrovano nuovamente a navigare nell'incertezza: secondo Trump, 34 navi hanno attraversato Hormuz ieri, "la cifra più alta da quando questa sciocca chiusura è iniziata". Ma il media specializzato Lloyd's List ha sottolineato come "il traffico marittimo attraverso lo stretto si è nuovamente arrestato e almeno due navi hanno fatto inversione di rotta", dopo l'annuncio del blocco navale Usa.

Gli analisti interpellati da Lloyd's List avvertono poi che il sequestro di navi iraniane da parte degli Stati Uniti potrebbe innescare la rappresaglia degli Houthi a Bab el Mandeb. Andrebbe ad aggiungersi alla minacciata risposta armata delle forze iraniane che hanno definito "illegale" il blocco, bollandolo come "pirateria". La Repubblica islamica ha poi auspicato un boomerang economico: "Godetevi gli attuali prezzi alla pompa. Con il cosiddetto 'blocco', presto rimpiangerete i 4-5 dollari al gallone", ha detto agli americani il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ormai celebre per i suoi pungenti post su X. Trump crede che le difficoltà economiche riusciranno a spezzare Teheran e costringerla alla resa. Ma secondo alcuni esperti, potrebbe trattarsi di un'errata valutazione della soglia di tolleranza dell'Iran, che "ha diverse opzioni per compensare gli effetti economici del blocco", ha dichiarato alla Cnn Hasan Alhasan, ricercatore senior dell'International Institute for Strategic Studies in Bahrein, aggiungendo che Teheran potrebbe cercare di incrementare l'export di petrolio e gas "attraverso rotte alternative che aggirino Hormuz" in Iraq, Turchia e Armenia o il Mar Caspio.

Al netto delle valutazioni, è chiaro che l'irrigidimento delle posizioni non era la strada auspicata per guardare a una possibile chiusura negoziata del conflitto. Mentre da Pechino all'Ue e l'Onu, avversari e alleati degli Usa condannano il blocco navale, i mediatori pakistani, egiziani e turchi continueranno i colloqui con gli Stati Uniti e l'Iran nei prossimi giorni nel tentativo di colmare le divergenze, riferisce Axios, puntando a un altro ciclo di negoziati prima della scadenza del cessate il fuoco il 21 aprile. Stando a quanto riferito, tra i punti critici resta il tema dell'arricchimento dell'uranio, che gli Usa hanno chiesto di congelare per 20 anni, con Teheran che avrebbe rilanciato chiedendo un periodo più breve, a "una sola cifra". "La porta non è ancora chiusa", secondo una fonte regionale. Difficile dirlo se si guarda alle dichiarazioni del tycoon, che mentre si fa terra bruciata intorno - attaccando persino il Papa - sostiene che a lui, "non importa se l'Iran torna al tavolo dei negoziati".

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni