Estero

Richiesta di rinvio a giudizio per John Elkann nell'inchiesta sulla residenza di Marella Caracciolo

Udienza preliminare a Torino: i tre fascicoli saranno riuniti il 22 giugno. Accuse riguardano truffa, violazioni fiscali e infedeltà nelle dichiarazioni

13 aprile 2026
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C'è una richiesta di rinvio a giudizio per John Elkann a Torino nell'inchiesta sulla residenza italiana della nonna, Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli. E c'è anche una data, quella del 22 giugno, in cui i pezzi del complicato puzzle giudiziario dovrebbero essere sistemati al loro posto: i tre fascicoli ancora pendenti saranno riunificati e torneranno a comporre un unico dossier.

Al centro ci sono sempre gli esiti degli accertamenti di procura e Guardia di Finanza (innescati da un esposto di Margherita Agnelli, la mamma di Elkann) sul domicilio di Marella: l'ipotesi degli inquirenti è che, per aggirare il fisco, e forse per evitare questioni sull'eredità di Gianni Agnelli, si sia tentato di far credere che la donna, morta nel 2019 a 92 anni, dimorasse in Svizzera anziché a Torino.

Le ultime novità sono trapelate da Palazzo di giustizia, dove oggi, alla presenza degli avvocati difensori, si è aperta l'udienza preliminare a carico dello stesso Elkann e di Gianluca Ferrero, storico commercialista di famiglia, chiamati a rispondere di infedeltà nelle dichiarazioni dei redditi. In questo filone i pm avevano chiesto di archiviare le accuse ma un gip del tribunale si era opposto, ordinando l"imputazione coatta". Il rinvio a giudizio, invece, si riferisce al segmento dedicato al reato di truffa e alle violazioni fiscali. Qui l'intoppo è sorto quando un altro gip ha respinto la proposta di Elkann (con il parere favorevole della procura) di accedere alla messa alla prova, e di Ferrero di patteggiare una pena pecuniaria. Ora gli avvocati del presidente di Stellantis sottolineano che "la richiesta di rinvio a giudizio è solo un passaggio procedurale assolutamente atteso per permettere la ricomposizione del procedimento". "Ribadiamo - aggiungono i legali - che il nostro interesse è difendere nel merito una persona del tutto estranea ai fatti contestati".

L'udienza di oggi è stata aggiornata al 22 giugno per accorpare i fascicoli: ai primi due si aggiunge quello che riguarda il notaio Remo Morone e il ruolo che avrebbe avuto, secondo i pm, su presunte irregolarità nell'iscrizione alla Camera di commercio di Torino degli assetti di Dicembre, la "cassaforte" che controlla tutte le società del gruppo della famiglia.

Ora resta da capire quale sarà l'atteggiamento della procura: i pm, se resteranno fedeli all'impostazione originaria, per una parte delle accuse potrebbero chiedere dei proscioglimenti.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni