Il ministro della Difesa Khawaja Asif ha accusato Israele di 'genocidio' in Libano e lo ha definito 'canceroso'; Israele contesta il ruolo di mediatore del Pakistan
Pakistan e Israele si affrontano in un durissimo scontro verbale. Un duello dalle chiare implicazioni politiche che vede i due governi sfidarsi a colpi di aspre dichiarazioni online.
Ad accendere gli attriti è un post pubblicato nella notte sull'account X del ministro della Difesa pakistano, Khawaja Asif, ma poi cancellato in fretta e furia. Il messaggio non è più disponibile sul social, ma i giornali internazionali riferiscono che, dopo aver accusato le forze israeliane di "commettere un genocidio" in Libano, il ministro pakistano ha usato parole di fuoco nei confronti dello stesso Stato di Israele, definendolo "canceroso" e "una maledizione per l'umanità" e condannandone persino la creazione dicendo di augurarsi che i fondatori "brucino all'inferno".
Non si è fatta attendere la risposta del governo israeliano, che ha replicato mettendo in dubbio il ruolo di mediatore del Pakistan per cercare di mettere fine alla guerra che insanguina il Medio Oriente: "Questa è una dichiarazione che non può essere tollerata da nessun governo, soprattutto da uno che afferma di essere un arbitro neutrale per la pace", ha tuonato l'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu definendo "oltraggioso" il messaggio.
Sullo sfondo c'è ovviamente la guerra, dove Iran, Pakistan e diversi altri Paesi affermano che la tregua di due settimane tra Washington e Teheran debba includere anche il Libano, mentre il presidente americano Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu dicono di pensarla diversamente.