Estero

A Milano presentato 'Stai fermo lì', il documentario sul dissidente Babak

Il film di Clementina Speranza racconta la fuga di Babak Monazzami, gli arresti, le torture e le difficoltà burocratiche in Italia

9 aprile 2026
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Nella penombra del Wanted Clan di Milano, sulle poltrone della sala, i volti di giovani sportivi e sportive iraniani uccisi dalla Repubblica islamica. È qui che viene presentato "Stai fermo lì", il documentario della giornalista Clementina Speranza, che racconta l'odissea di un giovane persiano in fuga dal suo Paese, una storia che risuona ancor più sullo sfondo delle cronache di questi giorni.

Al centro del film la vicenda di Babak Monazzami, originario di Khorramabad, capitale della regione del Lorestan. Il suo percorso è segnato da arresti e torture per motivi legati alla vita quotidiana, come uscire con una ragazza senza legami familiari o indossare jeans e una maglietta a maniche corte. Anche il sogno sportivo si interrompe: Babak è costretto a rinunciare al calcio perché il suo aspetto è giudicato troppo "occidentale".

"La mia storia è la storia di milioni di iraniani", ha detto dal palco. "I social ci hanno salvato, ma queste cose accadono da più di quarant'anni. Raccontarle è una battaglia per la libertà". Oggi Babak vive in Italia, ma la sua condizione resta segnata da un complesso iter burocratico. Nonostante avesse in passato documenti italiani, questi non sono stati riconosciuti dalle autorità tedesche, lasciandolo di fatto in una situazione di apolidia e in attesa del completamento delle procedure necessarie per il riottenimento della cittadinanza italiana. Tra gli interventi, quello della capitana della squadra femminile iraniana in Italia: "Per noi iraniani questa dittatura è peggio della guerra. Io sono stata arrestata perché sono andata a correre con i leggings".

Le fotografie degli sportivi uccisi restituiscono concretezza alle testimonianze. Tra loro il lottatore Saleh Mohammadi, 19 anni, arrestato il 15 gennaio 2025 a Qom e successivamente impiccato, e Javidnam Arshia, 22 anni, campione nazionale di fitness, ucciso a colpi di arma da fuoco mentre protestava contro la Repubblica islamica. L'incontro, moderato dalla giornalista sportiva Federica Fossi, ha visto la partecipazione di atleti e attivisti iraniani oggi in Italia, tra cui la capitana della nazionale femminile Atieh Mazi, insieme alle calciatrici Sara Behnoud, Dorsa Aslani e Fahimeh Ranjbar, al medico e attivista Jafar Hassibi e all'attrice e attivista Sadaf Baghebani.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni