A cinque anni dal colpo di Stato con cui ha preso il potere e messo al bando l’opposizione, Min Aung Hlaing è diventato presidente

Il capo della giunta golpista ha messo le mani sulla carica più alta. A cinque anni dal colpo di Stato con cui ha preso il potere e messo al bando l’opposizione, Min Aung Hlaing è diventato presidente del Myanmar.
Il Parlamento, sotto il completo controllo della giunta militare, lo ha infatti eletto con 429 preferenze su 584 in un voto il cui risultato era dato da tempo per scontato. E che molti analisti vedono come una manovra studiata per continuare a tenere in pugno il potere, ma indossando formalmente abiti civili. Gli esperti, tuttavia, non si aspettano grandi cambiamenti nella politica repressiva del governo del Myanmar, dove sono i militari a ricoprire praticamente tutte le posizioni chiave e dove le forze del regime sono accusate di torture e di altre gravissime violazioni dei diritti umani.
Contestualmente, Min Aung Hlaing potrebbe disporre il rilascio di Aung San Suu Kyi il prossimo 3 luglio, giorno del suo settantesimo compleanno, “in un tentativo di attenuare l’isolamento internazionale del Paese dopo il colpo di Stato del 2021”. A dirlo, Michele Bellamy Postiglione, discendente del principe riformista birmano Limbin e attivista per i diritti umani