Estero

Proteste in Siria sul Golan con bandiere israeliane bruciate e scontri al confine

Mobilitazioni spontanee contro la legge della Knesset sulla pena di morte, scontri a Quneitra e Dara'a e appelli contrastanti a nuove manifestazioni

2 aprile 2026
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Mentre anche in Siria monta la protesta contro Tel Aviv con cortei in cui si sono viste bruciare bandiere israeliane, episodi di tensione si sono registrati tra forze israeliane e manifestanti nelle regioni di Quneitra e Dara'a, lungo il confine con le Alture del Golan occupate.

Secondo fonti locali, militari israeliani hanno aperto il fuoco per disperdere gruppi di dimostranti lungo la fascia di occupazione a ovest di Quneitra e nella zona della valle dello Yarmuk.

Le proteste, iniziate tra martedì e ieri nel sudovest del paese, si sono rapidamente estese ad altre città siriane, da Aleppo alla periferia di Damasco fino al porto di Latakia.

Alla base della mobilitazione, che appare spontanea e non fomentata dal potere centrale di Damasco, vi è l'approvazione da parte della Knesset, il parlamento monocamerale israeliano, della controversa legge che introduce la pena di morte per alcune categorie di detenuti palestinesi nelle carceri dello Stato ebraico.

Di fronte a queste mobilitazioni il governo siriano appare in imbarazzo; il leader, ex qaidista Ahmad Shara'a, sostenuto da Turchia e Stati Uniti, si è detto pronto a raggiungere un accordo con Israele.

Dopo una prima ondata di sit-in ieri, stamani cortei di manifestanti si sono diretti verso le postazioni israeliane più avanzate nella regione di Quneitra. Altri raduni sono stati fermati a posti di blocco delle forze di Damasco.

Nei video diffusi sulle reti sociali si vedono bandiere siriane accanto ad altre con riferimenti all'Islam politico, mentre manifestanti hanno calpestato e bruciato bandiere israeliane. Tra gli slogan più diffusi, minacce rivolte al premier israeliano Benyamin Netanyahu e promesse di "bombardare Tel Aviv".

Per il venerdì di preghiera comunitaria islamica, circolano appelli a nuove manifestazioni "a sostegno dei fratelli palestinesi". Ma nelle ultime ore sono emerse indicazioni, sui profili social siriani, a contenere le proteste per evitare possibili rappresaglie israeliane.

Altri, pur richiamando alla necessità di seguire le decisioni del potere di Damasco, chiedono al leader Shara'a un atteggiamento più deciso nei confronti del nemico israeliano.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni