Una nutrita delegazione di ministri degli Esteri dell'Unione Europea si è recata in Ucraina, prima a Kiev e poi a Bucha, per marcare il quarto anniversario della strage che più di ogni altra simboleggia la guerra scatenata da Mosca.
Il messaggio, in sintesi: non dimenticheremo e non permetteremo che il mondo dimentichi, la Russia deve pagare per le sue azioni. Il Cremlino, nel mentre, gela ogni speranza sulla possibile tregua di Pasqua proposta da Volodymyr Zelensky.
"Il regime di Kiev ha disperatamente bisogno di un cessate il fuoco, di qualsiasi tipo, perché la dinamica sul fronte - che peraltro viene monitorata non solo dai nostri specialisti ma anche da quelli stranieri - indica che le truppe russe, sebbene più veloci in alcuni punti e più lente in altri, stanno avanzando lungo l'intera linea del fronte", ha commentato il portavoce di Vladimir Putin Dmitry Peskov.
Nessuna tregua, come da linea ormai consolidata, ma accordo di pace onnicomprensivo (con dentro la rinuncia al Donbass). "Zelensky può e deve prendere una decisione tempestiva poiché, in seguito, questa decisione avrà un prezzo più alto", ha minacciato Peskov.
Se la Russia non si smuove di un millimetro, l'Europa spinge a tavoletta sul sostegno prolungato. "Ogni visita è un forte promemoria del coraggio e della resilienza dell'Ucraina", ha affermato l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas, che guida la delegazione di ministri e rappresentanti dei 27 (si nota l'assenza dell'Ungheria).
"L'Europa è al vostro fianco. Continueremo a fornire sostegno militare, finanziario, energetico e umanitario. E faremo tutto il possibile per garantire che la Russia risponda pienamente dei propri crimini", ha aggiunto Kallas.
Peccato però che su due questioni cruciali - il 20esimo pacchetto di sanzioni, che comprende misure severe contro la flotta ombra russa, nonché il prestito da 90 miliardi all'Ucraina, 60 dei quali dedicati agli aiuti militari - l'Europa sia ancora bloccata, a causa del veto ungherese. "Stiamo lavorando per superare [gli ostacoli] ma purtroppo oggi non ho buone notizie da darvi", ha dichiarato Kallas in un punto stampa a Bucha con il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha. "Per questo motivo - ha aggiunto - continuiamo a lavorare e speriamo di ottenere una decisione in merito al prossimo Consiglio europeo".