Estero

Aumentano i decessi nei centri di detenzione dell'ICE, crescono le polemiche

Nei primi mesi dell'anno 13 decessi; critiche sugli standard sanitari dopo casi come la morte di Emmanuel Damas, mentre il Dipartimento respinge le accuse

30 marzo 2026
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Le morti nei centri di detenzione dell'ICE sono in aumento, alimentando nuove critiche sulle condizioni e sull'assistenza sanitaria ai detenuti. Nei primi mesi dell'anno si contano già 13 decessi, mentre erano stati 33 nel primo anno della nuova amministrazione Trump, contro i 7 di media annuale durante il governo Biden.

Lo riporta il New York Times, sottolineando che il sistema è sotto pressione per l'aumento dei detenuti, arrivati a 70.000 all'inizio del 2026.

Fra i casi più emblematici c'è quello - mette in evidenza il quotidiano - di Emmanuel Damas, cittadino haitiano morto dopo un'infezione ai denti non curata adeguatamente. Familiari e testimoni hanno denunciato i ritardi nell'assistenza, malgrado le richieste insistenti dell'uomo e le condizioni precarie di detenzione.

Il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha respinto le accuse, sostenendo che gli standard sono adeguati. Avvocati e associazioni parlano invece di carenze diffuse e hanno avviato cause legali in diversi stati.

Il tema è al centro del dibattito politico, mentre il sistema di detenzione si espande e il Congresso valuta possibili interventi.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni