Il Giappone accelera sul rafforzamento delle capacità difensive nel Pacifico, in crescente sintonia con gli Stati Uniti, tra nuove strutture strategiche e l'ammodernamento degli assetti militari. Il ministro della Difesa Shinjiro Koizumi ha annunciato l'istituzione, a partire da aprile, di un "Pacific Defense Concept Office" all'interno del dicastero, incaricato di elaborare misure per potenziare le capacità delle Forze di Autodifesa. L'annuncio è stato dato durante una visita a Iwoto, ex Iwo Jima, isola remota amministrata da Tokyo e teatro di una delle battaglie più cruente della Seconda guerra mondiale. "Rafforzare il sistema difensivo nel Pacifico è un compito urgente", ha dichiarato Koizumi ai media locali, precisando che tra gli interventi allo studio per l'isola figurano lo sviluppo di infrastrutture portuali e il potenziamento della rete radar. Nel frattempo prosegue il rafforzamento delle capacità operative: lo stesso giorno il cacciatorpediniere Chokai, dotato del sistema Aegis, ha completato presso la base navale statunitense di San Diego un aggiornamento che consente il lancio di missili da crociera Tomahawk di produzione USA. La Maritime Self-Defense Force (MSDF) prevede di condurre esercitazioni a fuoco reale al largo della costa californiana entro agosto, con rientro dell'unità in Giappone a settembre, nella base di Sasebo, nella prefettura di Nagasaki. Secondo il viceammiraglio Yoshihiro Goka, la nuova capacità missilistica è "estremamente importante per rafforzare la deterrenza e le capacità di risposta dell'alleanza Giappone-Usa". Alla cerimonia ha partecipato anche il viceammiraglio John Wade, comandante della Terza Flotta statunitense. Le iniziative si inseriscono in un contesto regionale segnato dalle crescenti tensioni nell'Asia-Pacifico, e dall'espansione dell'influenza cinese, che Washington considera una minaccia alla sua egemonia nell'area. Nel corso della visita a Iwoto, Koizumi ha inoltre preso parte a una cerimonia commemorativa congiunta Giappone-Stati Uniti in onore dei caduti durante il secondo conflitto mondiale. La Battaglia di Iwo Jima, tra il febbraio e il marzo 1945, causò circa 26.000 tra morti e feriti statunitensi e oltre 20.000 caduti giapponesi, e fu combattuta perché gli Stati Uniti volevano conquistare l'isola come base strategica per i bombardamenti e le operazioni verso il Giappone.
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