Preoccupazione per il blocco dello Stretto di Hormuz e l'aumento dei prezzi del petrolio; gli alleati chiedono spiegazioni sui contatti con Teheran e ribadiscono il sostegno a Kiev
Gli alleati del G7 hanno sollecitato oggi il segretario di Stato USA Marco Rubio a chiarire la strategia della Casa Bianca per quanto riguarda l'operazione in Iran, a un mese dallo scoppio della guerra in Medio Oriente che sta mettendo a dura prova l'economia globale.
Le preoccupazioni crescono in particolare per le ripercussioni legate alla quasi totale paralisi dello stretto di Hormuz, attraverso il quale transita normalmente un quinto della produzione mondiale di petrolio. Da settimane la situazione ha creato un forte aumento dei prezzi degli idrocarburi.
Dopo aver saltato il primo giorno del vertice del G7, Marco Rubio ha raggiunto questa mattina i ministri degli esteri delle principali democrazie industrializzate, riunitisi all'Abbazia di Vaux-de-Cernay, un ex monastero trasformato in complesso alberghiero di lusso a una cinquantina di chilometri da Parigi.
"Nel momento in cui vediamo Iran e Russia collaborare in modo molto stretto, dobbiamo anche noi rafforzare ulteriormente la nostra coesione", ha dichiarato il capo della diplomazia tedesca Johann Wadephul. Secondo lui, "è evidente che i due conflitti, in Iran e in Ucraina, sono strettamente collegati".
In precedenza aveva chiesto agli Stati Uniti di chiarire la propria posizione sulla guerra in Medio Oriente, lanciata il 28 febbraio congiuntamente con Israele. "Il nostro collega Rubio potrà forse oggi spiegarci più precisamente la situazione", ha dichiarato Wadephul alla radio Deutschlandfunk.
Se il presidente americano Donald Trump ha più volte affermato che sono in corso colloqui con Teheran, i dettagli restano poco chiari. Finora, gli alleati di Washington del G7 hanno chiarito di non voler partecipare a questo conflitto regionale. La ministra britannica Yvette Cooper ha, dal canto suo, ribadito la linea di un "approccio difensivo".
Ieri l'inquilino della Casa Bianca aveva annunciato il rinvio al 6 aprile del suo ultimatum riguardante eventuali attacchi contro le infrastrutture energetiche iraniane, dopo averlo già posticipato di alcuni giorni. Anche dal lato iraniano permane confusione sulla reale esistenza di negoziati con Washington.
La ministra britannica ha poi invocato "una rapida soluzione" per ristabilire la stabilità regionale, rilanciando le preoccupazioni per il blocco dello stretto di Hormuz per mano dell'Iran, che ha fatto impennare i prezzi globali del petrolio. Circa 300 navi "legate agli europei" (imbarcazioni e/o carichi) risultano attualmente bloccate, secondo fonti informate.
"Francamente, Teheran non dovrebbe poter tenere in ostaggio l'economia mondiale attraverso uno stretto da cui passano rotte marittime internazionali", ha dichiarato Cooper.
Rubio aveva dal canto suo sottolineato ieri che è "nell'interesse" di tutti i Paesi del G7 - Canada, Germania, Francia, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti - spingere per la riapertura dello stretto. Per quanto riguarda i contatti con l'Iran, secondo il segretario di Stato USA - al suo primo viaggio all'estero dall'inizio del conflitto - "ci sono Paesi intermediari che trasmettono messaggi, e sono stati compiuti progressi".
Rubio ha anche giustificato la guerra, sostenendo che il presidente americano non agisce "solo nell'interesse degli Stati Uniti e del nostro popolo". "Lo fa per il mondo".
Mentre i ministri hanno esortato "a una cessazione immediata degli attacchi contro la popolazione e le infrastrutture civili" in Iran e in Medio Oriente, Rubio ha sostenuto che "gli USA potrebbero raggiungere i propri obiettivi senza truppe di terra" e che prevedono di concludere le operazioni "entro le prossime due settimane".
In un comunicato congiunto i ministri hanno inoltre "ribadito l'assoluta necessità di ripristinare in modo permanente la libertà di navigazione sicura e libera nello Stretto".
Oltre al Medio Oriente, i ministri degli esteri, alla presenza del loro omologo ucraino Andrii Sybiha, hanno ribadito il loro forte sostegno a Kiev. Al termine di una sessione dedicata all'Ucraina, Rubio ha ribadito in un messaggio pubblicato su X che "il presidente Trump è impegnato a ottenere il prima possibile un cessate il fuoco e un accordo negoziato sulla guerra tra Russia e Ucraina".
La Francia punta ad ampliare il perimetro del G7, le cui origini risalgono al primo vertice del G6 tenutosi nel 1975 al castello di Rambouillet, proprio vicino all'Abbazia di Vaux-de-Cernay. Oltre al capo della diplomazia ucraina, Parigi ha invitato anche i ministri degli esteri di Brasile, India, Arabia Saudita e Corea del Sud.