Un'intervista al ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, trasmessa ieri al telegiornale delle 20:00 sulla rete pubblica France 2, ha suscitato forte sconcerto in Francia. Il capo della diplomazia dell'Esagono ha deplorato il fatto che il suo omologo "abbia potuto esporre tranquillamente la propaganda" del Cremlino alla televisione nazionale.
Il ministro degli esteri francese Jean-Noël Barrot ha approfittato di una conferenza stampa oggi al termine della riunione del G7, nei pressi di Parigi, per rispondere a lungo alle dichiarazioni rilasciate da Lavrov la sera precedente al telegiornale andato in onda su France 2, affermando che "ripetere menzogne in prima serata non le rende verità".
Lavrov aveva in particolare ribadito che l'Ucraina sarebbe l'unica responsabile del conflitto scoppiato a febbraio del 2022, accusando inoltre l'Occidente di doppio standard in materia di diritti umani e mettendo in discussione la libertà di stampa in Francia.
L'ambasciatore ucraino a Parigi, Vadym Omelchenko, si è domandato su X a che cosa serva "offrire una tribuna a un fascista ordinario e a un criminale di guerra?".
La giornalista autrice dell'intervista, Léa Salamé, ha tuttavia incassato il sostegno da parte del gruppo France Télévisions. Intervistare il capo della diplomazia russa, "attore chiave della guerra in Medio Oriente" e "alleato" dell'Iran, "presenta un evidente interesse mediatico", l'ha difesa il direttore dell'informazione di France Télévisions, Philippe Corbé, in un articolo pubblicato su franceinfo.fr, il sito informativo del gruppo di cui fa parte France 2.
La Société des journalistes di France Télévisions ha ritenuto che Léa Salamé abbia messo Lavrov "di fronte ai fatti", evocando attacchi contro "scuole, ospedali" e "migliaia di civili ucraini morti in questa guerra".
Molti esperti francesi di geopolitica hanno invece giudicato lo scambio tra i due interlocutori compiacente. "Sequenza catastrofica sul servizio pubblico", ha commentato su X Dimitri Minic, esperto di Russia dell'Istituto francese di relazioni internazionali (IFRI), definendo l'intervista "inutile, mal preparata" e pure "pericolosa".
Il segmento della durata di dieci minuti era stato registrato in anticipo ed è stato trasmesso in prima serata al telegiornale delle 20:00 di France 2, seguito da 3,4 milioni di telespettatori. Una versione integrale dell'intervista di un'ora è stata invece pubblicata online su franceinfo.fr, su richiesta della Russia secondo la direzione dell'informazione di France Télévisions.