Estero

Pechino chiede a Tokyo di punire il militare che ha fatto irruzione nell'ambasciata

Il sospettato Kodai Murata, 23 anni, è stato arrestato dopo aver scavalcato il muro con un coltello da 18 cm; Pechino denuncia minacce al personale e accusa ideologie estremiste

26 marzo 2026
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Il ministero degli Affari Esteri cinese ha chiesto al Giappone di avviare un'indagine e di punire severamente un ufficiale delle Forze di Autodifesa arrestato con l'accusa di essersi introdotto nell'ambasciata cinese a Tokyo. Il sospettato, identificato dal Dipartimento di Polizia Metropolitana di Tokyo come Kodai Murata, 23 anni, avrebbe scavalcato il muro dell'ambasciata con un coltello di 18 cm.

Minoru Kihara, portavoce capo del governo giapponese, ha definito l'incidente "deplorevole" e ha affermato che il governo adotterà misure per impedire che si ripeta. "Mi risulta che la polizia stia proseguendo le indagini per chiarire l'accaduto e abbia già adottato le necessarie misure di sicurezza, come l'aumento del numero di agenti di polizia assegnati alla sorveglianza dell'ambasciata cinese a Tokyo", ha detto Kihara.

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, intervenendo in conferenza stampa, ha affermato che l'incidente ha "minacciato gravemente la sicurezza del personale dell'ambasciata e ne ha compromesso la dignità". Ha attribuito la responsabilità dell'intrusione alle ideologie di estrema destra e al neomilitarismo presenti in Giappone, che secondo lui hanno messo in luce "gli effetti dannosi e profondamente radicati delle politiche errate del governo giapponese su questioni fondamentali riguardanti le relazioni tra Cina e Giappone".