Giudicato in contumacia a Parigi, ha ricevuto un mandato d'arresto internazionale e una sorveglianza giudiziaria di otto anni con divieto di contatto con le vittime
Tariq Ramadan è stato condannato oggi a 18 anni di carcere per lo stupro di tre donne. L'islamologo ginevrino è stato giudicato in contumacia dal Tribunale penale dipartimentale di Parigi. Nei suoi confronti è stato emesso un mandato di arresto internazionale.
Ramadan, 63 anni, è stato riconosciuto colpevole di stupri ai danni di persone vulnerabili. Il tribunale ha disposto che sia sottoposto a un provvedimento di sorveglianza giudiziaria per otto anni, vietandogli in particolare di entrare in contatto con le vittime, ma anche di diffondere qualsiasi pubblicazione, opera audiovisiva o intervento pubblico che riguardi tale reato.
Il verdetto corrisponde alla richiesta di pena presentata la scorsa settimana dal procuratore, al termine del dibattimento che si è tenuto in contumacia a Parigi.
Il processo a Ramadan si era aperto agli inizi di marzo in assenza dell'imputato, ricoverato a Ginevra per l'aggravarsi di una sclerosi a placche, secondo quanto sostenuto dai suoi legali.
La pubblica accusa ha anche spiccato un mandato di arresto internazionale nei confronti dell'imputato, come pure un'interdizione d'ingresso nel territorio francese una volta completata la pena.
Il 63enne è stato processato per gli stupri di tre donne avvenuti in Francia tra il 2009 e il 2016. Accusa che il diretto interessato ha sempre respinto con fermezza.
In Svizzera, il Tribunale federale ha confermato lo scorso mese di agosto la condanna di Ramadan a una pena di tre anni di reclusione, di cui uno da scontare, per violenza carnale e coazione sessuale nei confronti di un'altra donna incontrata in un hotel ginevrino nell'ottobre del 2008.
Tariq Ramadan è il nipote del fondatore egiziano dei Fratelli Musulmani, Hassan al-Banna. Suo padre Saïd si era rifugiato in Svizzera nel 1954.